Olimpia43

13 Ottobre Ott 2013 1306 13 ottobre 2013

Cody, Bebe, Yoko e Cocca: campioni del futuro

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Cody McCasland (a destra), 12 anni, sogna di nuotare alle Paralimpiadi per gli Usa.



Mentre gran parte dell'Italia, nei bar e nelle redazioni sportive, discuteva ancora dell'opaca prestazione della Nazionale italiana di calcio contro la Danimarca, a Milano si svolgeva un piccolo grande evento.

Sul palco di una delle sale congressi della Fiera si sono dati appuntamento campioni di ieri,  di oggi e di domani. Con Valentina Vezzali e Antonio Rossi c'erano Bebe Vio e Veronica Plebani, due giovanissime ragazze di cui Lettera43.it ha già parlato in passato e che nel frattempo hanno proseguito la loro strada verso una carriera sportiva di successo. Entrambe hanno partecipato ai loro primi mondiali di scherma e canoa paralimpiche. Veronica ha sfiorato la medaglia, arrivando quarta per un secondo, Bebe, che era tra le favoritissime per il titolo, ha pagato l'inesperienza dell'esordio e si è fermata un po' prima.
Sono grandi amiche e sono accomunate dall'aver sconfitto lo stesso batterio: il meningococco. Sul volto e sul corpo ne portano ancora le cicatrici. Veronica ha perso le dita di mani e piedi, Bebe gambe e braccia. Ha passato 104 giorni in ospedale e ne va fiera, «perché è uno in più di quelli passati da Napoleone all'Elba».

Ma l'appuntamento milanese è stata una grande occasione anche per scoprire le storie di Carlotta "Cocca" Visconti e Cody McCasland,  Mattia Muratore e Rudy Garcia Tolson. L'ultimo è un campione già affermato che a 25 anni ha già conquistato due ori, un argento e un bronzo in tre Olimpiadi diverse, ed è stato il primo uomo senza gambe a finire un Ironman (3,8 chilometri a nuoto, 180 in bici, e una maratona). Mattia, affetto dalla nascita da osteogenesi imperfetta, è un atleta della nazionale italiana di weelchair hockey.

Cocca e Cody sono molto più giovani. Lei sta facendo la quinta liceo, e va per la maturità. La lesione cerebrale con cui convive dalla nascita, le impedisce di coordinare i muscoli con il volere del suo cervello, ma ha una forza straordinaria e una gran voglia di giocare a boccia. In Italia è tra le pochissime a farlo, ma spera di trovare un numero sufficiente di compagni d'avventura per partecipare ai Giochi di Rio. Lui, invece, ha 12 anni, viene dal Texas, e ha un sorriso meraviglioso. È nato prematuro di due mesi, le sue gambe non si sono formate bene, e a 15 mesi sono state amputate. Cody non si è mai arreso, e il video che mostra i suoi primi passi con le protesi, i suoi allenamenti in piscina e sulla pista d'atletica, i suoi giochi con mamma e papà, è qualcosa di unico.

http://www.youtube.com/watch?v=SNY5ygnFU5k

Nella sua giovane vita ha già subito più di 20 operazioni chirurgiche e ha dovuto cambiare 13 protesi, perché alla sua età si cresce in fretta. Ora sogna di poter partecipare alle Olimpiadi. Magari già a Rio, quando avrà solo 15 anni. Il suo sport è il nuoto, lo ama e si allena tutti i giorni. Piscina, scuola, compiti a casa. La sua settimana si scandisce così.

Difficile dire cosa sia più bello: se il sorriso di Cody o l'ironia di Bebe, la dolcezza di Veronica o la semplicità di Cocca. Certo è che ascoltare storie come le loro è una delle cose migliori che possano capitare. E per questo bisogna ringraziare un'altra persona, Claudio Arrigoni, giornalista che da anni si occupa di disabilità e di sport paralimpici. Lo fa sulla Gazzetta dello sport e sul Corriere della sera, e lo fa, come successo il 12 ottobre, davanti a una platea sempre più interessata a un aspetto dello sport che per troppo tempo è rimasto nascosto.

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