Onomatopeicamente

2 Febbraio Feb 2018 1927 02 febbraio 2018

Freud o l'interpretazione dei sogni, il lungo pellegrinaggio nei turbamenti dell'inconscio

  • ...

Freud squarciò il velo delle nostre menzogne, scrutando nel nostro inconscio, codificando il linguaggio dei sogni, un paio di mesi prima dell'inizio del Novecento: L'interpretazione dei sogni, nonostante rechi sul frontespizio la data 1900, uscì il 4 novembre del '99 con la consapevolezza della portata storica di un'opera edita, non a caso, nell'allora capitale dell'Impero austro-ungarico, Vienna. Perché se è vero che "la condanna peggiore che un essere umano possa ricevere è comprendere le cose", la nuova, imponente, produzione del Piccolo, diretta da Federico Tiezzi su testo di Stefano Massini, Freud o l'interpretazione dei sogni, è la storia di come l'uomo, ancor prima che lo scienziato, comprese, lottando coi suoi pazienti e coi suoi demoni, il gergo misterioso di una consapevolezza celata nel sonno della propria coscienza.

Lo spettacolo più atteso del teatro italiano di quest'anno, in scena fino all’11 marzo allo Strehler, rispecchia la profonda crisi dell’identità borghese (non solo) fine ottocentesca mettendo in scena l'eterno presente di un uomo e dei suoi dubbi, le memorie e le intuizioni, le contraddizioni e le inquietudini. Ed è Fabrizio Gifuni, nei panni del fondatore della psicoanalisi, a dover sciogliere gli enigmi dei suoi pazienti (e i suoi) in un crescendo di umanità condivisa in cui nulla è consolazione ma soltanto conoscenza. Un lungo pellegrinaggio nei turbamenti spesso nemmeno troppo celati di una società in profondo mutamento e in costante lotta coi propri compromessi e con le proprie attitudini tradite. "L'interesse per questo grido clandestino - confessa Massini - nasce dalla percezione della sua drammaticità, dalla consapevolezza di una dialettica interiore ardita, in cui ognuno di noi è vittima e carnefice negli omicidi quotidiani dei propri desideri. La necessità di stare al passo con la vita concreta obbliga al sotterfugio una parte autentica di noi la cui voce si esprime appunto nei sogni".

E in un'era in cui sembra impossibile poter proporre ad un pubblico sempre più pigro qualcosa di più complesso della mediocrità media, il sistema drammaturgicamente composito tipico di qualunque lavoro di Massini obbliga lo spettatore, spesso troppo apatico pure per fischiare, a salire sul palco e prendere parte all'ingranaggio scenico addentrandosi nell'immaginario quaderno di Freud.

Il cast, ai limiti della perfezione, comprende Elena Ghiaurov, Marco Foschi, Giovanni Franzoni, Sandra Toffolatti, Bruna Rossi, Debora Zuin, Umberto Ceriani, Valentina Picello, Michele Maccagno, Alessandra Gigli, Stefano Scherini, Nicola Ciaffoni e David Meden.

Correlati