Pagine Sparse

20 Ottobre Ott 2013 1128 20 ottobre 2013

L'effimera bellezza estetica

  • ...

Guardo un bel quadro, dalle linee armoniche e i canoni perfetti, niente stona, é appagante per la vista. Ma non mi prende il petto, è come un soffio di vento che mi sfiora leggermente. Mi giro intorno alla sala e resto rapita da un altro dipinto, questo è più 'brutto', i contorni sono sfumati, le pennellate incerte e violente, sembra un miscuglio di forme e di colori, io ci vedo qualcosa che mi attrae e che mi affascina.
Al di là della superficie, al di là della vista, andare dentro in profondità.
La sola bellezza estetica non mi attrae. È la mente che mi fa scattare qualcosa e di conseguenza anche il mio corpo cerca un altro.
Guardo un bel uomo, lo ammiro, ne resto incantata, mi avvicino e ci parlo, facciamo conoscenza, ci piacciamo, iniziamo a uscire insieme e a un certo punto mi accorgo che tutta la sua bellezza non ha niente da dire e il guardarlo, sì mi appaga la vista, ma non il cuore che resta alla ricerca disperata di qualcosa che lo riempia.
E a un certo punto la bellezza perde colore e si sbiadisce e ciò che ho davanti non è altro che una figura distante da me.
Restare in superficie, camminare leggeri sulla punta di piedi o correre veloce fino a sfruttare tutto il fiato nei polmoni e tutta la forza nelle gambe? Io corro, perché voglio sentire la fatica.


Correlati