Paillettes

18 Giugno Giu 2012 1146 18 giugno 2012

Biscotto, birrona gelata e rutto libero

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“Mi dà un biscotto?”

“Nemico della Patria!”

Scommetto che nessuno di voi, stamattina, s’è azzardato a ordinare biscotti al bar. Magari vi siete pure guardati intorno sospettosamente prima di afferrare il pacco di tarallucci al supermercato. E al coinquilino che vi chiedeva perché non vi adoperavate nella consueta zuppa di latte, avete risposto che no, oggi era meglio accantonare i pan di stelle e mantenersi leggeri. A vostro figlio avete negato i Plasmon. Non si sa mai.

Lo confesso: ancora non ho capito esattamente in quali eventualità l’Italia riuscirebbe a qualificarsi e quali invece no. Me l’hanno spiegato ripetutamente, ma ogni volta l’ho dimenticato dopo tre secondi.  Ho capito abbastanza bene invece che siamo fuori se Croazia e Spagna ci fregano pareggiando due a due, tre a tre o via dicendo, per una regola matematica che è quella della “differenza reti negli scontri diretti”. In parole povere, il biscotto. Biscottone, visto che sono giorni che non si parla d’altro. (Quando riparte il campionato?)

Vabè, il biscotto. L’Italia che nel 2004 se la prese in quel posto per l’inciucio nordico tra Svezia e Danimarca, ora grida preventivamente allo scandalo e sono giorni che denuncia il pericolo di di combine, co hiamatelo come volete il biscotto, costringendo i perplessissimi Ct delle altre nazionali – compreso l’italico Trap in salsa irlandese – ad assicurare che si giocheranno la partita in modo assolutamente onesto.

L’Italia, capite. Quella del calcioscommesse. Quella dove stamattina  sono stati sanzionati 21 club - ventuno – e cinquantadue tesserati.

Quella il cui portiere e capitano e fino a poco fa predicava “meglio due feriti di un morto”. Filosofia di vita pure comprensibile, per carità, ma la ruota gira e se una volta ti conviene, quella dopo ti frega. E soprattutto, tiene memoria. Così l’ingenuamente onesta uscita di Buffon viene ricordata da El Paìs, molto perplesso e anche vagamente piccato dall’allarmismo italiano. “In Italia son quattro giorni che parlano di biscotto”, attacca il giornalista iberico. “La prima pagina della Gazzetta del Sabato era un enorme biscotto morso da un lato, dove c’era una foto dei giocatori spagnoli”. Se la sono presa un po’ male, da quelle parti, nonostante le parole di Prandelli, nel sentirsi messi sott’accusa dagli italiani scommettitori. E giustamente fanno notare, che biscotti a parte, l’Italia ha un grosso problema: non segna. E ora siete pronti a scendere in campo?

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