Paillettes

2 Luglio Lug 2012 1810 02 luglio 2012

Italianismi

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Forse non ve ne siete accorti ieri, tra sciarpe e trombette e bandiere, ma davanti alla tv per vedere la partita (disfatta, sigh) dell'Italia non c'erano proprio tutti. Non che ci fosse niente di meglio, per carità, è che l'assioma per cui siam tutti italiani solo davanti al pallone non è vero per niente.

Mancavano all'appello i leghisti, che a ogni gol delle furie rosse esultavano, perché padano significa appartenza territoriale che sfocia nell'anti-italianità cattiva e volgare. E quindi inneggiare alla secessione e calpestare la bandiera non basta,chi si sente padano si sente evidentemente avversario, nemico di questa terra.

Mancavano all'appello, se volete saperlo, pure i napoletani, e probabilmente anche qualche altro rappresentante del Sud. Il perché è spiegato nei cori, negli striscioni apparsi in questi giorni in città, nei post su Facebook di gruppi di ultrà.

"Noi siamo partenopei", rivendica con orgoglio un coro delle curve, partenopei, non italiani, così come non italiani si sentono i leghisti.

"Ci chiamate terroni tutto l'anno, poi per un giorno volete che cantiamo l'inno...noi non siamo italiani", spiegava uno striscione comparso in pieno centro, che faceva il paio con i post sui social network "Il rosso del Tricolore sul tuo balcone...E' fatto col sangue del Meridione!". Orgoglio leghista e orgoglio sudista, i primi che rifiutano l'Italia, i secondi che dall'Italia si sentono rifiutati.

E sarebbe bello dire che il progetto Prandelli nei prossimi due anni deve pensare anche a questo, ma purtroppo non è compito suo.

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