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17 Settembre Set 2012 1244 17 settembre 2012

Mediasette

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Dunque, ora stanno tutti qui a gridare allo scandalo per il fatto che Mediaset vuol comprarsi la7 per fondare una nuova fantastica rete dal semplice nome di Mediasette, però verso luglio è successa una cosetta che è passata abbastanza inosservata, e che non depone proprio bene per chi da vent'anni spera nella fine del duopolio. Solo che forse a luglio faceva troppo caldo per i sit in e le catene umane che invece vedo rilanciare oggi da più parti.

Dunque, il fatto è questo: nel decreto Editoria approvato prima della pausa estiva fu inserito un emendamento che modificava il Sic, il sistema integrato delle Comunicazioni istituito dalla legge Gasparri (ve la ricordate?) che comprendeva "stampa quotidiana e periodica; editoria (...) anche per il tramite di Internet; radio e televisione; cinema; pubblicità".

Dunque, la legge Gasparri diceva che fermo restando il divieto di posizione dominante nei singoli mercati  che compongono il Sic, i soggetti tenuti all'iscrizione nel registro degli operatori di comunicazione   non possono né direttamente, né attraverso soggetti controllati o collegati conseguire ricavi superiori al 20 per cento dei ricavi complessivi del sistema integrato delle comunicazioni.

L'emendamento approvato a luglio, invece, modifica la composizione del Sic, perché prevede di conteggiare anche i ricavi “da pubblicità online e sulle diverse piattaforme anche in forma diretta incluse le risorse raccolte da motori di ricerca, da piattaforme sociali e di condivisione”, prevedendo inoltre l'0bbligatorietà di iscrizione nel ROC per le concessionarie di pubblicità sul web. Automaticamente la soglia del 20% appare ora più "diluita" in un mercato più ampio.

Ora, una considerazione. Dal 2004 a oggi ne è passata di acqua sotto i ponti e sono cambiate tante cose, abbiamo spento la tv analogica come chiedeva Gasparri e molto spesso non ci siamo ritrovati quella digitale ma vabè, sono piccoli incidenti tecnici. Con la crescita esponenziale del web è chiaro che non si potesse più ignorare la realtà della pubblicità online. Ma non andava approfondito di più l'argomento in un paese che ha passato decenni a discutere di monopoli e duopoli e posizioni dominanti e via dicendo?

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