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3 Dicembre Dic 2012 1656 03 dicembre 2012

Caro Erri, chi è nato a Napule nce vo' murì

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Caro Erri,

io c'ho pensato un po' prima di scrivere questo post, perché nei giorni scorsi ero esasperata dagli stati su Facebook e le discussioni infinite che sono seguite al riportare le tue parole di commento a una classifica di due anni  - ma che vuoi che siano due anni per una città con tanta storia - che metteva Napoli e provincia in fondo a una classifica per qualità della vita e che tutti hanno ripreso mò che il Sole24Ore

ci ha sbattuto al penultimo posto.

In molti hanno detto che tu parli tanto bene di Napoli perché non ci vivi, Erri, perché non ti capita di aspettare un pullman o inciampare in una buca o aver paura di metterti l'orologio al polso.

E allora c'ho pensato un po' al fatto che andando via si guarda con più indulgenza alla nostra città, che la nostalgia rende lievi i difetti, un po' come i genitori che quando ce li hai in casa litighi dalla mattina alla sera, e quando sei lontano ci vai d'amore e d'accordo.

Io per esempio, caro Erri, trovo allucinante che quando arrivo alla Stazione Centrale devo prendere quella metropolitana schifosa e puzzolente che non passa mai, e a volte per poche fermate ci metto quasi lo stesso tempo che impiego ad andare da Roma a Napoli. Trovo allucinante pure che un autobus lo aspetti per più di mezz'ora e quando arriva è talmente pieno che vorresti andare a piedi. Così come mi pare un tantino fuori luogo che i lavori della metropolitana vanno avanti da così tanto tempo che io non ho ricordi nitidi di piazza Municipio e piazza Garibaldi senza cantieri. Caro Erri, io fino a poco tempo fa non lo sapevo che andare in giro con il Rolex al polso (ad avercelo) in altri posti si può fare. Però i motorini li rubano pure a Roma, le biciclette non ne parliamo proprio, e così anche a Milano. Anzi, e qui azzardo, mi sa che va peggio, anche se sparano meno e non sono abituati come noi alle guerre tra clan.

Caro Erri, a me il Lungomare liberato piace tanto. Però ogni volta che perdo il treno perché malauguratamente ho deciso di raggiungere la stazione con l'auto capisco i miei amici che bestemmiano perché ora ci mettono talmente tanto tempo ad attraversare la città che quando arrivano dall'altra parte devono tornare indietro perché tanto non c'hanno più niente da fare lì. Ma è vero pure che chi vive a Napoli non si rende conto di cosa significhi vederlo quando vuoi, quando puoi, il mare che la bagna. Non sa quanto può mancare. Il Tevere, tanto per dire, sarà pure suggestivo, e lo è davvero, te lo assicuro. Però non profuma di salsedine la città quando è agitato, e non è azzurro nemmeno a guardarlo con le lenti colorate.

Caro Erri, le strade a Napoli sono un colabrodo. Conosco almeno tre-quattro persone che sono finite in una buca e si sono rotte piede/gamba/caviglia, per non parlare dei voli in motorino. Però pure una mia amica qua a Roma si è rotta la caviglia scendendo da un marciapiede, e qualche giorno fa stavo facendo un volo con lo scooter perché ho preso una buca. Carpo Erri, a me di Napoli mi piace pure assai che si possa andare in giro fino a tardi, che un bar aperto c'è sempre per bere un'ultima cosa, e poi ancora buttar giù un caffè e un cornetto. Però non è bello tornare a casa con l'ansia che ti succeda qualcosa.

Caro Erri, mi sa che la Napoli che tu ricordi, addolcita dalla nostalgia che ne vela le mancanze e le incongruenze, non esiste più. Ho il sospetto che non sia mai esistita. Sono giorni che piove sempre e la pizza e il caffè non bastano a farti dimenticare che ti ritrovi uscito da scuola e dall'università e non c'hai un cazzo da fare (e manco come pagarti la pizza). Però sono d'accordo con te: la pizza e il caffè come li fanno a Napoli non li trovi altrove, e non sai cosa darei ora per una sfogliatella frolla, appena sfornata.

Caro Erri, io non so come la pensi tu, ma secondo me è vero che chi è nato a Napule nce vo' murì.

La cosa brutta è che generalmente non ci vuole vivere.

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