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27 Settembre Set 2014 1902 27 settembre 2014

Scusate, ma l'articolo 18 non ci appassiona

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Con la riforma del lavoro, il governo Renzi punta a superare l'articolo 18.

Parlate di articolo 18. Ci litigate da anni. Perdonateci: a noi dell'articolo 18 non frega proprio nulla. Ma non per preconcetto o per qualche ideologia, per carità. È che non l'abbiamo mai visto.

La maggior parte dei ragazzi intorno ai trent'anni, e intorno ai venti, non ha mai goduto delle tutele dello statuto dei lavoratori. Ha visto invece ogni tipo di contratto precario, cococo, cocopro, interinale, prestazioni occasionali, rimborsi spese, falsi stage e false partite Iva. È saltato da un datore di lavoro a un committente, ha vissuto almeno un paio di periodi da disoccupato, si è visto rifiutare un'assunzione decente perché 'all'azienda costa troppo'. Qualcuno è addirittura (!!!) arrivato a provare compassione per quel datore di lavoro che non sapeva come mandare avanti la baracca. Qualcun altro si è visto licenziato di punto in bianco perché l'azienda è fallita, oppure ha rincorso per mesi un committente per avere il compenso pattuito. E magari non ci è nemmeno riuscito.

Tra questi ragazzi le donne, compiuti i venticinque anni, si sono sentite chiedere a ogni colloquio se fossero sposate, se avessero figli o avessero intenzione di fargli. A qualcuna è poi capitato di perdere il proprio lavoro precario quando è rimasta incinta davvero. Qualche altra ha rinunciato perché non aveva la possibilità di affrontare la gravidanza e la nascita di un bambino. Qualcuno non si è sposato, non ha avuto un mutuo perché non aveva garanzie da offrire alla banca.

Molti dei ragazzi intorno ai trent'anni non vivono nelle città in cui sono nati, in parecchi sono all'estero e ci raccontano storie di sussidi di disoccupazione, di maternità, e di contratti 'precari' che prevedono tutele una volta a scadenza, per evitare di ritrovarsi in mezzo alla strada, da un momento all'altro. Roba da fantascienza, in un paese dove il mantra è sfangare la giornata.

Dunque, perdonateci se non ce ne frega nulla dello Statuto dei Lavoratori e dell'articolo 18. È che non riguarda noi. Il nostro problema è avere un giorno di malattia se stiamo male, è non chiederci se avremo mai diritto a una pensione visto che i contributi li paghiamo regolarmente. Ci interessa lavorare in condizioni decenti, non il posto fisso.

Basta l'abolizione dell'articolo 18? Probabilmente no, se non altro perché visto che un'intera generazione non è mai stata assunta, cosa volete che conti la possibilità di licenziare. Per cui, se proprio volete abolirlo, provateci. Però poi pensate alle cose serie.

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