Pàl Utca

2 Ottobre Ott 2013 1955 02 ottobre 2013

Erasmus 2.0: impressioni di settembre di uno studente italiano

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Parlare di Erasmus 2.0 non è il solito slogan ideato dall'ufficio marketing incaricato di pubblicizzare un periodo di studio all'estero ma, veramente, è l'Erasmus che si vive oggi, anno accademico 20013/2014.

Il primo contatto con la vita Erasmus è stato Facebook; sarà che Budapest è una metà così ricercata che non ci si deve neanche impegnare per arrivarci e conoscerla, sarà che è una città così attraente, sta di fatto che basta digitare "Erasmus Budapest 2013" e puff, si è subito catapultati dentro una miriade di gruppi; da chi cerca appartamenti e stanze a chi vende cose usate o da chi cerca qualcuno per praticare la lingua, uno sport a chi organizza feste ed eventi e vuole pubblicizzarli; insomma, è questo che si trova quando ci si trasferisce in una città con quasi 2 milioni di abitanti e tanti, tantissimi studenti.

E' questo che ci aspetta ed è questo forse il più grande regalo che l'informatica poteva farci: offrire un nuovo "medium", un nuovo canale per avvicinare le genti, gli studenti di tutta Europa. Così dunque inizia un periodo in Erasmus, forse distanti dall'Italia ma sempre più vicini all'Europa. Basta un post, un messaggio, un evento, un "Any plans for tonight?" ed è fatta. E' una mentalità-modalità diversa di approcciarsi, uno stile di comunicazione impensabile per i (miei) padri ma scontato per i nativi di quest'era. E' anche questa una via da percorre per l'integrazione europea? Si. Fa tutto parte del presente che ci apprestiamo a vivere e del passato che ricorderemo con nostalgia.

Dunque, mettiamo nel calderone un po' di tutto: Europa, Erasmus, FB, internet, inglese, studenti, comunicazione ed il gioco è fatto. Facile no?

Dopo il primo step fatto di scambi di byte: mail, chat, notifiche, avvisi, whatsapp e tanto altro si arriva e si inizia a toccare con mano la vita da erasmus. Si esce e si conosce, si parla una lingua che non è la propria, si discute e si esplora. E mentre questo accade sembra che sia tutto molto bello e attraente, tutto interessante e accogliente. Forse lo è veramente e non è solo un'impressione, lo è veramente perché risulta semplice, non ci sono barriere o pregiudizi per nessuno, sembra quasi troppo facile trovarsi: ciao, mi chiamo Giacomo, tu? io italiano (sorride), di dove hai detto che sei? bello! la prima volta a Budapest? ecc…

Insomma, per il momento questo è l'inizio. Poi si vedrà.

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