Papà 24/7

15 Aprile Apr 2013 1551 15 aprile 2013

Pazienza del padre, pazienza di Dio

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Il padre misericordioso, di Rembrandt (Hermitage, San Pietroburgo)



Qualche giorno fa sono rimasto toccato da alcune parole di Papa Francesco. Niente di eclatante, parole semplici sul Vangelo, ma che in una determinata circostanza hanno avuto un certo effetto. Nell'omelia del 7 aprile, Basilica di San Giovanni in Laterano, Francesco ha affrontato il tema della pazienza di Dio, ricordando la parabola del Padre misericordioso. Per capirci meglio, ecco il passaggio:

"Pensate a quel figlio minore che era nella casa del Padre, era amato; eppure vuole la sua parte di eredità; se ne va via, spende tutto, arriva al livello più basso, più lontano dal Padre; e quando ha toccato il fondo, sente la nostalgia del calore della casa paterna e ritorna. E il Padre? Aveva dimenticato il figlio? No, mai. E' lì, lo vede da lontano, lo stava aspettando ogni giorno, ogni momento: è sempre stato nel suo cuore come figlio, anche se lo aveva lasciato, anche se aveva sperperato tutto il patrimonio, cioè la sua libertà; il Padre con pazienza e amore, con speranza e misericordia non aveva smesso un attimo di pensare a lui, e appena lo vede ancora lontano gli corre incontro e lo abbraccia con tenerezza, la tenerezza di Dio, senza una parola di rimprovero: è tornato! E quella è la gioia del padre".

Ora, non è che io qui debba aggiungere molto. Il fatto è che l'altro giorno, mentre tentavo di vestire con grande fatica il secondo dei tre figli, mi è capitato di sbuffare e dire, sospirando: "Bambini, quanta pazienza che ci vuole con voi!". Eh già: pazienza. E' per questo che mi sono venute in mente le parole del Papa che avevo letto sulla pazienza di Dio, la pazienza del padre. Un genitore che ama, un padre, o è paziente, o non è.

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