Papà 24/7

29 Maggio Mag 2013 2159 29 maggio 2013

Silenzio, il virus ti ascolta

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Quello che i neo genitori non sanno, e che quando lo imparano è ormai troppo tardi, è l’importanza del silenzio tra le mura domestiche come strategia contro virus e batteri. Silenzio inteso non come rumori di fondo, ma come parole non dette. Si deve stare zitti. Tacere. Evitare riferimenti a malattie, programmi, gite, weekend, vacanze, feste, appuntamenti di piacere o di lavoro. Se proprio si deve comunicare tra genitori o parenti, il consiglio è ricorrere ai pizzini, come i mafiosi. O scendere in strada, anche lasciando i figli piccoli soli in casa per qualche minuto. Sul ballatoio no, è troppo vicino. Gli sms possono essere intercettati, anche le e-mail.

Quello che i neo genitori non sanno, e che nessuno dice loro – ma io voglio colmare questa lacuna mai prima rivelata – è che virus e batteri non solo albergano stabilmente nelle nostre case, ma ci sentono pure benissimo. Oltre a cogliere i segnali radio e le trasmissioni wi-fi. Non so come ciò sia possibile, ma è dimostrato da una casistica impressionante.

Una mia amica una volta ha commesso l’errore di confidare a mia moglie al telefono che sarebbe partita il sabato mattina successivo per andare alle terme. Il venerdì sera la bambina aveva 39 di febbre. E’ stata fortunata, a suo modo: non fosse stata così precisa, la febbre avrebbe potuto arrivare mentre erano già in viaggio. A me è successo di dire a mio figlio piccolo più volte che saremmo andati in gita insieme col nido. E’ stato bene un mese e mezzo. La settimana della gita ha avuto la bronchite. A giugno. La mia terza figlia ha fatto il suo primo anno di vita senza un giorno di malessere. Non ci era mai successo prima. Una sera ho detto a mia moglie: però, questa è robusta. Nei sette mesi successivi è sempre stata ammalata. Non ha fatto un giorno veramente a posto. E’ inutile che proseguo, chi ci è passato lo sa. E’ così. Tra l’altro ci deve essere stata un’evoluzione della specie. Recentemente un mio caro amico si è limitato a pensare: “Figlio mio questa settimana non ammalarti”. Lo ha solo pensato. Il figlio si è ammalato.

Io so già che con questo “post” rischio molto. A casa non lo aprirò mai, né con l’iPad né con lo smartphone. Spero funzioni. Sinceramente ne dubito, ma era importante farlo sapere a chi ancora ne era all’oscuro. Prima o poi qualcuno lo doveva dire.

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