Papà 24/7

3 Luglio Lug 2013 2040 03 luglio 2013

Ecobonus per cucine e condizionatori. (Vietato ai minori)

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Da quando in famiglia siamo in cinque, in cucina a mangiare non ci stiamo più. Nemmeno a fare colazione. Troppo piccola la cucina per due grandi e tre bimbi, troppo lontana la sala per traslocare a ogni pasto. Allora ho deciso di abbattere un muro e di cambiare cucina. Lo sto facendo di corsa, senza troppo ragionare, perché se ce la faccio entro l’anno riesco a incassare il bonus del 50% sulle spese per la ristrutturazione e pure per l’acquisto della cucina. Una bella detrazione che molto generosamente concede lo Stato-sovrano: per fare un esempio, se spendo 20 mila euro di lavori, 10mila vengono restituiti in 10 anni sotto forma di minori tasse. In pratica 1.000 euro l’anno. Come si fa a non cogliere l’occasione?

La misura in realtà non è pensata per venire in aiuto alla mia famiglia, ma serve, in una fase di crisi, a sostenere le imprese edili, le aziende che producono cucine, oltre a quelle che fanno elettrodomestici e (in questo caso c’è l’Eco-bonus del 65%!), infissi, caldaie e persino condizionatori a pompa di calore. Cosa c’entrino i condizionatori col risparmio energetico ancora non l’ho capito, ma poco importa. Gli sconti servono ad aiutare le imprese (solo alcune, in realtà) e dunque anche i lavoratori di questi settori. Ben vengano, allora.

Una cosa, però, non mi torna. E se ci fosse in giro qualcuno esperto di economia gradirei mi venisse in aiuto. Cioè: perché lo Stato dà un premio fiscale se spendo per la cucina (o per il bagno, il frigorifero, il condizionatore…) e un calcio nel fondoschiena se spendo per mantenere tre figli?

Lo ripeto: di economia non ci capisco molto, però a logica mi sembra che se va in crisi il settore che “produce” bambini, l’unico modo che hai per vendere più cucine e condizionatori alla fine è spingere la gente che rimane a mettere su casa più volte nella vita, ad avere più famiglie, più partner, più vite. Finché dura.

Ho la sensazione un po’ superficiale, forse romantica, ingenua, poetica, ma è una sensazione di cui mi fido, che se il bonus fosse per i bambini e non per cucine e condizionatori, forse staremmo tutti un po’ meglio. Meno pompe di calore e più bambini, insomma. Non funziona così la vita?

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