Papà 24/7

27 Luglio Lug 2013 1703 27 luglio 2013

Chi maltratta i cani. E chi i bambini

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E’ notizia di questi giorni che lo scorso anno sono aumentate del 15% le denunce per maltrattamenti degli animali, i nostri cari “amici a quattro zampe”. Quasi 6.300 fascicoli aperti in 127 procure italiane. Io però vorrei raccontare un’altra storia, di un altro cucciolo e di un’altra forma di maltrattamenti.

Un giorno, quando mio figlio aveva sei mesi, se ne stava tranquillamente nel suo passeggino al mare in attesa che lo spingessimo per andare tutti a prendere il gelato. Un simpatico e vivace cagnolino incominciò a scodinzolargli attorno, tra le solite e rituali rassicurazioni del padrone, poi forse attirato dal biberon o dal biscottino in mano al mio nanetto, l’amico a quattro zampe pensò bene di saltare fisicamente dentro al passeggino. Con amore, gioia, allegria, ovvio. Il problema è che al cucciolo di uomo si raggelò il sangue, e io vidi mio figlio diventare rosso in volto, entrare in apnea per pochi ma interminabili secondi, e poi scoppiare in lacrime preso come da una crisi isterica, tremando per diversi minuti.

Ancora oggi ogni volta che passiamo in un giardino e ci sono dei cani il bambino mi si stringe alla gamba, cerca di girare al largo, quando può chiede di cambiare strada. Mi ci sono voluti mesi per aiutarlo a superare quello choc di tanto tempo fa. Lo vedo che i cani li adora, ma ne è terrorizzato. Però ce la sto facendo, piano piano. Una volta siamo andati in montagna, in alpeggio, a dormire da un mio amico che tiene le mucche. I cani pastore, si sa, sono molti più intelligenti della media canina, e anche di tanti padroni di città. Quelli bergamaschi, poi, hanno una marcia in più. Non ci è voluto molto a mio figlio per arrivare a prendere confidenza, a giocarci assieme fin quasi a dormire abbracciato a quel cane.

Oggi il bimbo ha poco più di 4 anni. L’altro giorno la mamma lo ha portato con i due fratelli a prendere il fresco in riva ad un fiume. E’ arrivata una signora con un simpatico e vivace cagnolino, e ha cortesemente preteso di poterlo lasciare libero. Dopo pochi minuti il cagnolino si è avvicinato ai miei figli, li ha annusati, ci ha girato attorno. Non ha risposto alle chiamate della padrona. Mio figlio si è allontanato un po’ – i cuccioli di uomo, si sa, a volte anche loro seguono l’istinto – e il cane lo ha seguito. Mio figlio è andato più lontano e il cane dietro. Mio figlio si è messo a correre, e il cane lo ha inseguito abbaiando, un po’ ringhiando, e poi per giocare ha provato a mordergli il costume più volte. Che carino, no?

Quando mia moglie è riuscita finalmente a prenderlo in braccio, tremava tutto, piangeva, e si è fatto la pipì addosso. Il bambino, ovviamente.

Ora lo so, mi ci vorranno anni per riabituarlo ai cani, per insegnarli a non avere paura e a rispettare gli amici a quattro zampe. Un cane nostro non riusciamo a tenerlo. Dovrò mettermi di impegno. E avere pazienza.

L’unica cosa che mi viene da dire ai tanti possessori di cani – lo sono stato anche io da ragazzo, e di tante razze diverse – ai padroni che “non fa mica niente sa”, che “guardi che è buono”, o che “non ha mai morso nessuno”, all’ex ministro Michela Brambilla e ai suoi fan difensori degli animali, a tutti quelli che impongono cani liberi ovunque, dai giardini alle spiagge, financo a sporcare sotto gli scivoli e le altalene dei parchi giochi, ecco a tutti questi vorrei ricordare che al mondo ci sono anche i bambini, già. Ci sono anche persone maltrattate dai cani: succede. E ci sono persone che comunque con i cani di certi padroni hanno tutto il diritto di non venire mai a contatto. Perché alla prossima che succede mi sa proprio che il cane lo divento io. Di che razza dovete solo immaginarlo.

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