Papà 24/7

10 Agosto Ago 2013 2351 10 agosto 2013

Diventare mamme (e papà) dopo i 40 anni

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Milano è una città avanti, che fa tendenza. E l'altro giorno mi ha fatto un certo effetto leggere su un quotidiano la notizia che ormai a Milano le madri 40enni hanno superato le altre, intese come le più giovani. Alla mitica Mangiagalli, la "fabbrica dei bambini", le neo mamme nella fascia di età 35-44 sono ormai maggioranza. Non mi ha colpito tanto la notizia in sé, ma l'analisi compiacente, quasi a descrivere una trasformazione tutto sommato positiva, dovuta al fatto che le donne ambiscono sempre di più a farsi una posizione, una vita, un curriculum, prima di diventare anche mamme. Il che è comprensibile, considerato il torto evidente che la natura ha riservato loro rispetto al vantaggio che ha concesso invece ai maschietti.
No, il problema - e lo dico con tutti i sensi di colpa e la vergogna possibili, considerato che io genitore lo sono diventato per la prima volta a 40 anni suonati - il punto critico a mio avviso sta nel fatto che non si dice tutto bene fino in fondo.
Cioè, visto che il tasso di fertilità femminile sostanzialmente crolla dopo i 35 anni - mi pare dal 25% in giù, inesorabilmente, anno dopo anno -, quante di quelle madri hanno dovuto fare ricorso a tecniche di fecondazione più o meno complesse, invasive, costose in tutti i sensi? E quante invece non ce l'hanno fatta?
Non sono domande banali, perché diciamo che un dato di questo tipo aiuterebbe una donna giovane a valutare più aspetti. È una forzatura statistica, lo so, ma in linea teorica per ogni neo mamma 40enne dovrebbero esserci almeno 4 aspiranti mamme che non ce l'hanno fatta. Proprio a causa dell'età.
Capisco che dire queste cose dalla comoda posizione del maschio potenzialmente fertile fino a 90 anni, possa dare fastidio a molte. Però siccome ho diverse care amiche, e amici, che hanno versato e versano ancora tante lacrime per non essere riusciti nell'impresa, persone che mi fa male vedere soffrire, ecco, credo che la cosa in fondo riguardi un po' anche me.
Molti sostengono che la soluzione a questa trasformazione sia arrivare ad avere delle vere e proprie "fabbriche di bambini", in senso letterale.
Non voglio urtare la sensibilità di nessuno, ma credo che il problema sia anche di un altro tipo. Voglio dire che il punto non è tanto "diventare" genitori, ma "fare" i genitori, cioè "essere" genitori dopo i 40 anni. Beh, credo non sia proprio la stessa cosa rispetto a chi lo diventa a 20 o 30 al massimo. Personalmente ne so qualcosa, e per evitare incidenti di genere mi limito a spiegarlo nella veste di maschio e padre. Per la traduzione al femminile fate da sole.
Ecco dunque la mia personale lista di pro e contro nell'essere un papà over 40.

Pro
1) Hai già fatto tutte le esperienze possibili e non hai più troppe curiosità extra-familiari da soddisfare
2) Sai bene cosa perdi e cosa non trovi se dovessi per caso cambiare idea
3) Hai già fatto quasi tutta la carriera che potevi fare
4) Sei più attento a che i bambini non si facciano male
5) Hai tante storie e tue avventure di vita vissuta da raccontare ai figli
6) Scegli sport e attività culturali per i piccoli con grande cognizione di causa
7) Quando conquisti una pausa di 5 minuti per sederti e leggere i titoli del giornale in silenzio, ti sembra di essere un principe

Contro
1) Hai fatto così tante esperienze che vivi costantemente nell'incubo di cosa possano fare i tuoi figli
2) Quando pensi di cambiare aria o idea, anche solo per svago mentale, ti prende un senso di angoscia profonda e di terribile colpa
3) Hai già fatto quasi tutta la carriera che potevi, e ora non puoi più fare rinunce per i figli, anzi, il rischio vero ormai è che tutto può peggiorare fino a perdere il lavoro mentre tu ormai devi sfamare dei minori e non più solo te stesso
4) Vivi nell'angoscia degli incidenti, vedi catastrofi, pericoli, tragedie, non ti rilassi veramente mai, sei lo spettatore esterno della tua vita
5) Racconti ai bambini una marea di cose tue del passato, come un saggio, un vecchio saggio, un vecchio, diciamo praticamente un nonno, mentre loro hanno bisogno di un papà
6) Non hai l'ignoranza sufficiente per far fare ai figli cose stupide, banali e inutili, ma divertentissime, invece di pensare di iscriverli a un corso dietro l'altro
7) Sei stanco, sempre stanco, sei un papà che per essere presente ha sempre il fiatone, passi le giornate a guardare i pochi papà giovanissimi, in genere stranieri, e li invidi, e capisci che è così che devi essere, tosto, scapestrato, libero, leggero, energico, forte, irresponsabile, imprudente, che tutto quello che eri da single avresti dovuto esserlo per i tuoi figli, che ti serve più tempo per loro e un lavoro che non abbia come fine la tua carriera ma dare il necessario alla tua famiglia, e così guardi in alto, chiedi aiuto appena puoi, e ti rendi conto forse un po' tardi che alla fine - donne o uomini conta poco - le dure leggi della natura saranno pure crudeli, ma in fin dei conti hanno sempre un senso.

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