Papà 24/7

2 Ottobre Ott 2013 1710 02 ottobre 2013

Niente Skype, siamo papà

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A volte mi pesa essere tutto il giorno al lavoro e poter vedere i miei figli solo la mattina per portarli all’asilo o a scuola. Torno a casa la sera che i bimbi sono già tutti a letto, mi alzo presto per consegnarli alle “istituzioni” perché siano accuditi e istruiti. Li vedo effettivamente poco. E vedendoli poco, ovviamente, mi mancano più di quanto probabilmente manchino ad altri papà. Ci sono i vantaggi ovviamente, nella distanza: non mi devo stressare per metterli a tavola a cena, non devo fare bagnetti, non devo metterli a letto. Quando sono a casa dal lavoro e faccio tutto questo, effettivamente, è molto dura. Ma sono momenti bellissimi: vivendoli solo un paio di giorni la settimana mi gusto in pieno quello che per tanti può essere una routine.

Però, poi, avverto il vuoto.  Ogni tanto mi capita di pensare a loro mentre lavoro e mi rendo conto che le immagini impresse nella mente sono i volti che mi salutano tristi ai vari portoni del nido, della materna o della scuola. Devo riavvolgere il film per rivivere il tragitto, mani nelle mani, le storie e le risate che ci facciamo mentre camminiamo, le urlate. Capita che finisca la riunione di lavoro e non ho capito niente. E devo recuperare tutto.

All’inizio ho pensato di usare Skype, o di telefonare. Ma col tempo mi sono accorto che non serve a niente. O meglio: serve ai grandi, magari, ma per i piccoli il collegamento audio o video è pari a zero. Coi miei, almeno, è così. Provano a toccare lo schermo, a baciarlo, ridono solo se ti avvicini a 1 centimetro dalla videocam. Al telefono è peggio. Non hanno alcun bisogno di parlarti, non ne capiscono il senso.

Per i bambini conta solo una cosa: che tu sia lì con loro. Sono esseri totalmente fisici, concreti, materiali. La telematica è retorica. Loro sono pienamente calati nel presente, non capiscono i compromessi. O ci sei, o non ci sei. Della tua faccia al computer non se ne fanno niente, è come tenere in mano una foto. Loro sono la vita. E devi inseguirli per farne parte. Quando sono a casa cerco di essere tutto per loro per tutto il tempo. Un po’ cavernicolo. Un po’ dolce.

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