Papà 24/7

13 Novembre Nov 2013 2157 13 novembre 2013

Trattato sulle suocere dell’uomo (Parte prima)

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I tipi di suocera possibili sono pressoché infiniti. Tante quanti i tipi umani in circolazione. Ma, volendole raggruppare per grandi categorie, le suocere possono essere sostanzialmente di due tipi:

1)      Le suocere presenti

2)      Le suocere assenti

Può sembrare una banalità, o una classificazione riduttiva. In realtà la suocera, se ci pensate bene, vista dalla prospettiva parziale e meschina del genero, si distingue solo se c'è oppure se non c'è, e poi come c'è o come (e perché) non c'è.

Questi due gruppi, a loro volta, possono prevedere altre sottocategorie sempre più precise, fino ad arrivare a rappresentare con una certa esattezza i singoli casi reali. Prima di provare una classificazione è necessario però precisare cosa si deve intendere per suocera. Perché ovviamente si deve parlare di suocera dell'uomo e suocera della donna. Noi qui tratteremo per evidenti ragioni solo del primo caso (per approfondimenti sul secondo tipo rivolgetevi alle centinaia di blog di mamme che impegnano la rete).



In principio il genero

Altra premessa decisiva è che la suocera non è classificabile semplicemente come "la madre della donna". No. Quello, in fondo, lo è sempre stata, anche quando noi mariti e compagni non c'eravamo. La suocera diventa tale e acquisisce un'identità solo in rapporto al marito di una donna. È lui che la crea, la "genera" (da qui probabilmente il termine "genero") e dunque è valutabile solo ed esclusivamente dalla prospettiva del coniuge della figlia.

Per intenderci, la suocera dell’amico non fa testo, in quanto non può essere analizzata e valutata dalla nostra prospettiva, ma solo da quella del nostro amico. Una delle regole fondamentali che definiscono il rapporto suocera-genero, infatti, è equiparabile a quella in uso per valutare l'erba del vicino: anche la suocera dell'amico è sempre migliore della nostra, per quanto in realtà si tratti solo di un'illusione dovuta alla distanza emotiva.

Dunque la suocera è tale, cioè esiste, perché ad un certo punto noi diventiamo mariti e/o compagni di donne, e nello stesso istante ci costituiamo come generi. L'unica differenza è che noi abbiamo fatto molto per metterci in questa situazione, mentre loro, le madri delle donne, avrebbero evitato volentieri questo passaggio. Sicché si può dire che prima nasce il genero, poi, suo malgrado, la suocera).



La suocera è solo nonna

Chiarito tutto questo va poi aggiunto che le suocere vanno considerate veramente tali solo quando hanno dei nipoti, che ovviamente sono i nostri figli. Il dettaglio, anche in questo caso, non è irrilevante. Prima che nascano dei bambini, le madri delle nostre compagne sono veramente più o meno tutte uguali, e non si distinguono molto tra loro. Questo è un dato incontrovertibile, una legge di natura che ha la sua ragione: se fosse possibile inquadrare prima del concepimento la suocera che sarà, gli esseri umani si accoppierebbero valutando non tanto le qualità delle potenziali compagne, quanto quelle delle loro madri. Ma, fortunatamente (nonostante la saggezza popolare consigli anche una giusta valutazione della possibile futura suocera prima di fare il grande passo) così non è: molti legami non si stringerebbero, molti bambini non nascerebbero, l'umanità si estinguerebbe presto.



Il matrimonio genera suocere

Mi spiace per chi non crede nelle strutture sociali della tradizione, ma non c'è vera suocera senza un matrimonio, cioè senza un impegno scritto e pubblico tra due persone ad amarsi e soprattutto rispettarsi per tutta la vita. L'essenza autentica della suocera in realtà la si aveva quando ancora il matrimonio era indissolubile, perché è nell'impossibilità della rottura del legame coniugale che si è cementato il mito e il ruolo della suocera. L'introduzione della possibilità del divorzio ha diluito in parte questa figura importante della vita familiare. Però è evidente che non si può parlare veramente di suocera nei casi di convivenza o con semplici iscrizioni nei registri delle coppie di fatto. Troppo facile. D'altronde può essere credibile chi si lamenta della suocera dalla posizione di compagno, convivente, amico, partner, o genitore biologico dei figli partoriti da una donna?

In assenza di un legame fondato sulla promessa che solo la morte potrà separare due persone, e del relativo certificato, dunque, la figura forte della suocera non può che scemare e venire meno. E forse se l'istituzione del matrimonio è entrata in crisi in questa epoca complessa non è escluso che lo si debba anche all'incapacità del maschio contemporaneo, alle sue fragilità e alle sue paure, di gestire la relazione con una suocera.



Suocera e matriarca

Il discorso sulla difficoltà e sulla paura a rapportarsi con la suocera come ragione della crisi del matrimonio in realtà vale anche nel caso delle mogli, cioè della relazione che si instaura con le mamme dei mariti. Ma c'è una differenza fondamentale. La suocera infatti è il totem di una società totalmente matriarcale, dove il vero segno del comando si trasmette da suocera a nuora. Ogni donna di buon senso sa che un legame di coppia si consolida solo quando lo scettro passa dalla donna anziana a quella giovane. E questo avviene in due modi: o perché la suocera ha riconosciuto il valore della nuora o perché quest’ultima ha saputo conquistarsi il trono col carattere. Una suocera può distruggere un matrimonio. La differenza è che gli uomini per debolezza preferiscono sottrarsi all'impegno sempre più spesso. Le donne non resistono alla tentazione di provarci. Anche facendosi male.

(1      - Continua)

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