Papà 24/7

18 Marzo Mar 2014 2253 18 marzo 2014

Parlando di figli con la parrucchiera

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Da diversi anni ormai a tagliarmi i capelli è una ragazza, brava nel suo lavoro. Il salone in cui lavora è uno di quei posti dove – diciamo così, per lo stile trendy e molto avanti - l’ultimo argomento di conversazione che ti aspetti di poter affrontare è quello dei figli e della famiglia. Noi però parliamo solo di quello. Non è che gli altri attorno ci guardino male, però ho come la sensazione che le nostre chiacchiere ci azzecchino poco con il contesto. A volte mi sembra che tutti tacciano di colpo per ascoltare, inorriditi, i nostri discorsi su bambini piccoli, vacanze popolari, problemi di risvegli notturni, pappe, e cose varie.

La cosa non mi dispiace. E’ un bel momento. La prima volta che ho affrontato l’argomento è stato diversi anni fa, spiegandole che ero distrutto a causa della prima figlia appena nata. E lei mi ha raccontato che ne aveva una più o meno della stessa età. Poi io ho avuto un altro figlio, e abbiamo parlato anche di quello. Poi anche lei ha avuto il secondo. E ci siamo trovati a parlare delle nostre vite, delle gioie della vita familiare e della difficoltà di vivere e lavorare in una grande città, con due figli piccoli, e senza grandi aiuti. Poi io ho avuto il terzo figlio. Ci siamo sempre raccontati cose interessanti sui bambini, utili confronti tra genitori di due mondi diversi.

L’altro giorno sono andato a tagliare i capelli e ho notato che aveva una pancia leggermente sporgente. Le ho chiesto “come va”, senza troppo alludere, e mi ha risposto: “Eh, come va, la vedi la pancia?”.

Era contenta, ma un po’ impaurita. Mi ha confidato che i primi due mesi ha pianto, ma che ora è contenta e si prepara a diventare mamma per la terza volta. La capisco, non è affatto facile. Non è facile in Italia, lo è ancora meno a Milano. Tutto sembra remare contro, le persone a volte sembra che ti guardino non come se avessi figli, ma come se avessi comprato un bene di lusso, una barca, un superSuv, un cavallo. Come dire: “Hai problemi? Fatti tuoi”.

Io le ho detto che ero molto felice per lei, di tenere duro, e che sarà bellissimo. Che differenza c’è tra avere un figlio, due o tre, o di più? Ci ho pensato un po’, mentre mi fonava i capelli. Le ho detto: quando ne hai uno vuoi tutto il meglio per lui. Quando ne hai tre desideri che il mondo sia migliore per tutti, non solo per i tuoi figli.

Auguro alla mia parrucchiera ogni bene.

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