Papà 24/7

6 Ottobre Ott 2014 1226 06 ottobre 2014

I passeggini in rivolta

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Sabato 4 ottobre a Roma centinaia di genitori hanno portato figli e passeggini davanti al Campidoglio per protestare contro l'aumento delle rette dei nidi, ma soprattutto contro la cancellazione della gratuità per il terzo figlio. È stata una manifestazione di grande effetto, per quello che si è potuto vedere dalle immagini: decine e decine di passeggini vuoti, quasi a rappresentare un mondo senza bambini. Che poi è la realtà verso la quale stiamo andando in Italia: nel 2013 nel nostro paese sono nati 514mila bambini, il record negativo della storia della repubblica. Per capirci, neanche durante la guerra ne sono nati così pochi.

Come mai succede questo? Di sicuro un ruolo di primo piano lo gioca l'individualismo diffuso: siamo sempre meno disposti a fare sacrifici, e un figlio ne comporta sicuramente molti. Due, tre o quattro figli, poi, rendono sicuramente più difficile farsi i fatti propri. E, prima di avere figli, o di averne di più, è difficile scorgere il bello che verrà dopo.

Di sicuro a pesare in questo periodo è poi la crisi economica, unita alla paura del futuro. Ma c'è un'altra cosa da tenere presente: in Italia tutto rema contro le famiglie, a livello di mentalità diffusa e sul piano economico. Il fisco penalizza chi ha figli perché non tiene conto dei costi del loro mantenimento, non aiuta chi ha un solo stipendio perché tassa solo la ricchezza individuale, gli assegni familiari sono praticamente irrilevanti, non esistono contributi specifici per i minorenni come in altri paesi, e nemmeno ci sono forme di sostegno degne di questo nome a chi ha famiglie numerose.

In più ci sono i costi per asili nido, scuole, mense e servizi vari. Mandare un figlio al nido oggi è diventato un lusso, far mangiare i bambini nelle scuole dove c'è il tempo pieno è sempre più caro e spesso costa di più che tenere i bimbi a casa. Sindaci e amministratori, come i politici a ogni livello, hanno smesso di considerare i bambini e le famiglie come soggetti da tutelare. Sfilano tutti per difendere cani, orsi, lupi - anche le zanzare ormai sono protette considerato che si fanno sempre meno disinfestazioni - ma nessuno pensa di tutelare l'unico vero patrimonio in via di estinzione: le famiglie con figli. Se si può alzare una retta, si fa. Se si può togliere un sostegno, pure. Chi ha fatto figli, peggio per lui: poteva pensarci prima!

Avere bambini sembra quasi essere diventata una colpa. Come avere uno yacht o una Ferrari. In effetti il costo è lo stesso, ma a nessuno importa. E nessuno pensa che sono proprio i bambini i giovani di domani, quelli che manterranno i vecchi e le loro pensioni. Siamo una società che sta morendo, e sembra che vada bene così.

Torniamo al caso di Roma. Io non conosco altri comuni che regalano il nido al terzo figlio, dunque in effetti bisogna ammettere che i romani sono abbastanza fortunati. Anche se si prendono le rette dei nidi della Capitale e le si paragonano con quelle delle città del Nord c'è da impallidire. Il primo istinto è dire: ma cosa protestano a fare? Ma si sono guardati attorno?

Però ci si può anche fermare un attimo e dire: non è che stiamo sbagliando tutto? E che se siamo finiti qui è perché nessuno ha mai avuto il coraggio di alzare la voce prima? Guardiamo quanto sono aiutate le famiglie in Francia o Germania, per non parlare di tutto il Nord Europa: altro che nido gratis o no, lì gli assegni per i minori sono il triplo che da noi e il terzo figlio lo mantiene lo Stato. E dunque? Chi ha ragione? Il sindaco Marino e tutti i sindaci come lui, di destra come di sinistra, oppure chi protesta?

Ecco, forse la battaglia nella Capitale dovrebbe spingere i genitori italiani e le famiglie a prendere coscienza che hanno il diritto di chiedere di più: alle aziende, ai capi negli uffici, ai sindaci, agli assessori, ai politici nazionali. Forse ci vorrebbero mille passeggini in mille comuni d'Italia, non solo a Roma.

Insomma: #iostoconipasseggini

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