Papà 24/7

21 Dicembre Dic 2014 1556 21 dicembre 2014

Chi ha paura del presepe?

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Nei giorni che precedono il Natale ormai capita sempre più spesso di leggere notizie di scuole nelle quali qualcuno si oppone all'allestimento del presepe. La motivazione è che nei luoghi pubblici non vi devono essere simboli religiosi, anche per rispettare le altre culture e le altre religioni.

In genere a proibire la rappresentazione con Maria, Giuseppe, il bambin Gesù, il bue, l'asinello e magari i pastori che si avvicinano alla grotta, sono presidi, professori o maestri.

Sinceramente mi chiedo questi insegnanti che cosa possano insegnare nella vita. Non esiste una religione che si senta offesa dal presepe. A Natale si festeggia la nascita di Gesù, un migrante ebreo che per i cristiani è figlio di Dio, per l'Islam un grandissimo profeta. Io sono cristiano, ma anche volendo togliere ogni riferimento religioso al presepe, resta la storia di un bambino nato in povertà, lontano da casa, venuto per servire e a salvarci insegnando che amare è donare se stessi.

Uno può anche voler escludere la religione dai luoghi pubblici, non volere più alcun simbolo cristiano o cattolico attorno a sé, ma il presepe che cosa c'entra? È la nostra storia, di ogni straniero, la storia di tutti. A meno che non si provi fastidio per le nascite in sé, per l'idea che ogni bambino che viene al mondo è la nostra salvezza, per la speranza in generale, perché proibire un presepe a Natale? A chi dice 'no' al presepio io vorrei chiedere, senza offesa: ma non vi sentite un po' come Re Erode? Suvvia, un po' di buon senso, un po' di gioia nei cuori, che di questo passo nessuno saprà nemmeno più chi era Erode.

Buon Natale e buone feste a tutti.

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