Papà 24/7

16 Febbraio Feb 2015 1237 16 febbraio 2015

Padri adulti? Meglio le coppie vere

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Francesco Uccello, il mitico blogger di Mo Te Lo Spiego A Papà mi stimola via Twitter a riflettere su un post della 27esima ora della psicanalista Stefania Andreoli sulla mancanza nella società odierna di padri adulti. Lo spunto dell’articolo (qui) è la frase «È giusto sculacciare i figli, ma niente schiaffi in faccia», pronunciata recentemente da Papa Francesco.

Con quelle parole il Papa non ha voluto certamente invitare i padri ad alzare le mani sui bambini, credo abbia cercato di ricordare che si può sbagliare in tante piccole cose (la sculacciata è una di queste, ma certo non la sola), che l’importante è non umiliarli, ma andare avanti, tenere duro e non lasciarsi prendere dallo sconforto, continuare ad amare i propri figli e la loro madre, e cercare invece di non sbagliare nelle grandi cose, in quelle che contano veramente nell’educazione e nella vita.

Interpretazioni personali a parte, la dottoressa Andreoli ne trae spunto per ragionare sulle imperfezioni della genitorialità e sulla diffcoltà in quanto genitori di conciliare la teoria e la vita pratica. Arrivando alla conclusione che la nostra società è ormai priva di “padri adulti”, cioè “quelli capaci di ottenere il rispetto dei loro figli per differenza, per accrescimento, non per prevaricazione”.

Sono abbastanza d’accordo. Ma sono d’accordo anche con il “collega” blogger, quando qui dice che in realtà “i padri adulti esistono e lottano insieme a noi”, aggiungendo: “Perché non si parla di genitori incapaci di essere adulti, di coppia che andrebbe sostenuta nel ruolo genitoriale, mentre per forza si cerca di scaricare la colpa su uno dei due?”.

E’ vero, la figura del padre è in crisi. Lo è da anni. Troppi papà amici, troppi papà fragili e soli, troppi papà ripiegati su se stessi. Troppi papà “vecchi” (ne riflettevo in questo post), perché l’età di un padre conta: ai bambini non servono genitori apprensivi, spaventati e sempre stanchi, ma padri leggeri, forti, un po’ cazzari, irresponsabili, spericolati, analfabeti, liberi. E poi troppi papà di figli unici, condizione che può non aiutare a evolvere come genitore, soprattutto se attorno ci sono tante figure ingaggiate nell’accudimento della prole.

Ma se la crisi del padre è questione antica, oggi pochi parlano del problema delle madri. Io vedo aumentare le madri apprensive, le madri sole e isolate, le madri iper-protettive, le madri aggressive e competitive sempre e solo in difesa e adorazione del figlio, le madri male-educate, le madri senza alcun minimo rudimento di puericultura (a che ora si va a letto, cosa non si mangia, cosa si guarda e cosa non si guarda in tv…), le madri incapaci di rinunce. E poi, come per i padri, ci sono poche madri giovani e con tanti figli, condizione che può aiutare a maturare come genitore.

C’è crisi di padri adulti, è vero, ma non ovunque: è la rendita che non aiuta a crescere, il sacrificio spesso fa la differenza. C’è crisi anche di madri, perché c’è crisi di “maternità”. E c’è soprattutto bisogno di coppie vere, non di genitori assemblati, ma di padri e madri capaci di essere una coppia stabile e fedele. Poi possono essere anche due povericristi, ai quali può scappare una sculacciata o una scenata isterica. Non si deve, mai. Ma quello che fa veramente male ai bambini è avere genitori egoisti, convinti che amore sia sinonimo di opportunità. Questo sì che lascia il segno.

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