Papà 24/7

26 Marzo Mar 2015 2144 26 marzo 2015

La bici giusta fa sognare i bambini

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L’altro giorno in un grande magazzino di articoli sportivi ho assistito a un vero e proprio dramma famigliare. Mamma e papà volevano comprare una bicicletta nuova al figlio, che a occhio aveva poco più di 10 anni. Il bambino voleva una certa bici, il papà cercava di imporgliene un’altra. La mamma, come fanno spesso tante mamme in questi frangenti, faceva solo casino, sostenendo un po’ uno un po’ l’altro. La sorella minore assisteva in silenzio, muta e terrorizzata.

Ma qual era la ragione dello scontro? Il bambino chiedeva una bici semplice, molto urbana, agile. Il papà, con voce alta e pure con una certa rabbia, cercava di convincerlo che era meglio un’altra, tre misure più grande, piena di molle, ammortizzatori, cambi. In sostanza il piccolo voleva la bici che gli piaceva, il grande tentava di fargli cambiare idea argomentando in modo razionale. O meglio: pensava di farlo.

Avrei voluto intervenire. Per spiegare al papà che una bici per un bambino, intanto deve piacere a lui: la bici è il suo mondo, la sua libertà, non gli puoi imporre un sogno che non gli appartiene. Poi che una bici, per un bambino, più è complicata e peggio è. Infine che quelle dei grandi magazzini hanno componenti di bassa qualità e non vale la pena spendere di più per cose che non servono, meglio spendere bene per quel poco che fa una bici: telaio, ruote, movimento. Ho già avuto modo di dirlo. Ai bambini servono bici efficienti e semplici, non 24 rapporti, ammortizzatori, telai pesanti e pensati da esperti di marketing. I bambini hanno bisogno di certezze e libertà, per il cambio c’è tempo.

Mi diceva una volta un bravo ciclista: “Prendono ai figli bici che non vanno, poi a 14 anni i ragazzi la buttano e vogliono il motorino”. Non so com’è finita in quella famiglia. Spero abbia vinto il bambino.