Papà 24/7

3 Dicembre Dic 2015 1921 03 dicembre 2015

Gesù Bambino non nasce (e non va a scuola) in Italia

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Scuole che annullano le feste di Natale, altre che non fanno il presepe, politici che vorrebbero imporlo per legge, ministri che sventolano Gesù Bambino come una bandiera. In questo delirio che si ripropone ormai ogni anno (ne ho scritto anche l’anno scorso qui), c’è un elemento che forse vale la pena rilevare: l’Italia non è un paese per bambini.

L’avversione sempre più diffusa per Gesù Bambino nelle scuole ormai la vedo così. Lo si rimuove non tanto per il riferimento religioso, ma perché la nostra società sopporta sempre meno la nascita di bambini. Figuriamoci poi quella di un bambino venuto al mondo per insegnare all’umanità che amare vuole dire donare se stessi per gli altri. Ma siamo matti? Ma chi si crede di essere questo Gesù Bambino?

Lo scorso anno in Italia sono nati 502.596 bambini. E’ un record negativo, nemmeno durante la guerra mondiale le nascite sono state così poche. Colpa della crisi? Forse, ma non solo. La realtà è che l’Italia è un paese dove non si sta bene. I dati dell’Istat dicono che in 10 anni gli stranieri che hanno scelto l’Italia come nuova patria si sono dimezzati (solo lo scorso anno sono calati del 10%), mentre aumentano ogni anno gli italiani, e persino gli stranieri residenti, che se ne vanno via (+9% nel 2014). Scappano anche i giovani laureati: 20mila usciti l’anno scorso, contro i 7mila giovani rimpatriati.

Un paese si svuota quando non ha più un pensiero positivo sui bambini e ha smesso di considerarli un bene prezioso. Chi c’è se ne va, chi non c’è non arriva. E nemmeno nasce. Non possiamo fare il presepe che non siamo. Ecco perché non c’è più posto per il presepe: è insopportabile a tanti l’immagine di una fila di bambini che ammirano la rappresentazione di un bambino che viene al mondo. E’ una scena di amore. E forse non siamo più capaci di amare. Nemmeno a scuola, e nemmeno a Natale.