Papà 24/7

4 Gennaio Gen 2016 2031 04 gennaio 2016

Cinque verità su smog e bambini

  • ...

Sullo smog si può dire tutto quello che si vuole, lo abbiamo visto bene in questi giorni di emergenza a Milano e a Roma. C’è chi ha sostenuto che l’inquinamento è colpa delle auto, chi dei soli riscaldamenti, chi ha puntato il dito sulle stufe a legna e sui camini. Ogni verità ha un suo fondamento, ma ogni versione resta parziale. E l’impressione, alla fine, è che molti di quelli che hanno parlato hanno tentato di sostenere una posizione “interessata”. Per questo vorrei provare a mettere un po’ in ordine le cose, analizzando il problema smog da una prospettiva finora poco considerata: quella del papà.

Ora, il punto di partenza è abbastanza chiaro: lo smog e i bambini non vanno d’accordo. Cioè: dove ci sono bambini si dovrebbe fare tutto il possibile per ridurre l’inquinamento. Ci fossero solo adulti, non ci sarebbero problemi. Ai grandi piace consumare energia, inquinare, accendere i riscaldamenti a palla (ai vecchi, soprattutto!), stare in coda in auto tutto il giorno, dire che l’inquinamento è un prezzo del benessere, che le auto inquinano meno delle stufe a legna, che i furgoni inquinano più delle caldaie, che lo smog è colpa del clima. Agli adulti dello smog importa relativamente, e a seconda del partito che votano o del soggetto che li finanzia sostengono che lo smog lo producono gli altri.

Ai bambini no. Ai bambini l’inquinamento non fa bene (non so ai vostri, ma ai miei fa malissimo), e soprattutto ai bambini non è bello dire bugie. Dunque proviamo a mettere in ordine una serie di verità.

1) Nelle città oggi c’è meno inquinamento di un tempo. Ma continuare a ricordarlo è come dire che le morti sul lavoro non sono più un problema o che la violenza sulle donne una volta era più diffusa (fonte: Istituto superiore di sanità).

2) Oggi si vive più a lungo di 30 anni fa, grazie ai progressi della medicina, ma le patologie polmonari sono raddoppiate negli ultimi 25 anni (fonte: Cnr).

3) L’inquinamento d’inverno è prodotto soprattutto dagli impianti di riscaldamento, d’estate dalle auto. In Lombardia il peso dei riscaldamenti arriva fino al 75%, quello delle auto al 25%. Ma se ci si avvicina alla città e si guarda la provincia di Milano, il rapporto si inverte: 46% auto, 25% riscaldamento (fonte: Inemar Lombardia).

4) Gli alberi non servono a ridurre l’inquinamento da polveri sottili (Fonte: centralina Arpa Parco di Monza). Ma servono a ridurre la CO2 e combattere l’effetto serra, oltre che a rendere più belle le città.

5) Provvedimenti come le targhe alterne o il blocco parziale del traffico non fanno calare il Pm10, al limite il black carbon. (Fonte: Arpa). Le polveri sottili sono prodotte da più fattori e ristagnano per giorni. Ma far circolare meno auto tutto l’anno, offrendo serie alternative ai pendolari, e non avere strade sempre intasate da migliaia e migliaia di vicoli in coda, porta un beneficio enorme in termini di salute e di qualità della vita.

Conclusione

Lo smog non è solo colpa delle auto, però le città con meno auto sono molto più belle. Non lo dicono solo i miei figli.