Papà 24/7

15 Marzo Mar 2016 2102 15 marzo 2016

Le mamme che fumano i funghi (e li danno da mangiare ai figli)

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Una volta ho partecipato a una riunione dell’asilo nido. Erano solo mamme, io l’unico papà. Fa un effetto strano, perché le mamme hanno un modo tutto loro di fare le riunioni. In particolare se sono al primo figlio. Ascoltano diligentemente quello che si dice, ma poi non è che fanno domande precise su questioni pratiche, né chiedono consigli, e nemmeno tendono a fare proposte. Diciamo che più che una riunione, il ritrovo diventa qualcosa di simile a un gruppo di auto-aiuto, tipo alcolisti anonimi o giù di lì.

Raccontano di quando erano bimbe e del rapporto che avevano con la madre, confidano tutte le loro paure sui figli, si aprono e manifestano i sentimenti di inadeguatezza. E’ un viaggio nei timori e nelle insicurezze delle nuove mamme, e l’oggetto della riunione diventa un pretesto. Qualcuna si emoziona, si asciuga le lacrime, un’altra si tocca nervosamente i capelli, altre non parlano affatto, sono ammutolite. E poi non se ne vanno mai, nel senso che la riunione potrebbe durare ore: parlano, parlano e parlano ancora, non lasciano più le maestre, le interrogano trattenendole sulla porta.

Non c'è verso, il mio cromosoma Y per certe cose non ha proprio il codice, e non lo avrà mai. Io voglio solo sapere che cosa fanno le maestre e come risponde mio figlio. Punto.

Forse oggi le mamme sono sole. Troppo. Cercano risposte sui blog, consigli su Internet, implorano le maestre: “Voi come avete fatto con i vostri figli?'. C'è un analfabetismo educativo di fondo che emerge e spaventa, come se la generazione precedente non avesse trasferito nulla. Ma è veramente così?

Una mamma del gruppo di auto-aiuto, per dire, è preoccupata: suo figlio, spiega, non mangia alcuni cibi. Quali? 'Per esempio non vuole mai i funghi'. COSA? I funghi? A tre anni? Mai sentito parlare di tossine?

Molto affettuosamente, mi viene da chiederle: signora, ma lei i funghi come li prende?