Papà 24/7

16 Marzo Mar 2016 1659 16 marzo 2016

Festa del papà? Meglio una scuola libera

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Scuole e asili che cancellano la festa del papà per rispetto a chi il (o “un”) papà non ce l’ha. Scuole che aboliscono i canti di Natale per rispetto di chi non vuol saperne di Gesù bambino. Scuole che non fanno il presepe perché qualcuno può offendersi. Mancano solo le scuole che proibiscono di portare gli ovetti di Pasqua prima delle vacanze, e poi siamo a posto.

Chissà perché, ma ho la sensazione che in tutta questa corsa al rispetto delle “altre” sensibilità ci stiamo perdendo qualcosa per strada. La scuola statale che, giustamente, in uno stato laico deve essere laica, forse rischia di portarci più verso il vuoto e il nulla che verso una società migliore e accogliente. Può dirsi “scuola” una scuola che cancella?

Ho una proposta. In tutti i maggiori paesi europei, dalla Germania alla Francia, dalla Spagna al Belgio, tutta la scuola pubblica è gratuita. Cioè: è gratuita la scuola pubblica statale, ma anche quella pubblica “accreditata”, come le nostre paritarie non profit. In pratica lo Stato stabilisce quanto un alunno costa alle casse pubbliche, e quei soldi li dà alla scuola pubblica dove si iscrive lo studente, statale, comunale o paritaria che sia.

Ecco, dovremmo fare così anche noi. Ogni scuola si regola come vuole con le sue feste e i suoi riti, e la gente sceglie dove mandare i figli. Chissà perché, ma ho la sensazione che le scuole dove si fanno i presepi e a San Giuseppe si festeggiano i papà non saranno vuote. Ma anzi, credo che saranno prese d’assalto anche da chi a casa sua o nella sua terra d’origine il presepe non l’ha mai fatto o da chi un papà non ce l'ha. Ma è solo una sensazione.