Papà 24/7

28 Novembre Nov 2016 1610 28 novembre 2016

Meno uomini, meno figli, meno mamme. La denatalità è anche colpa dei maschi

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Sempre meno figli in Italia. Dunque sempre meno mamme. E anche meno papà. E’ una cosa che fa abbastanza paura. Il bilancio Istat della natalità del 2015 dice molte cose, ma una mi ha colpito più di tutte, all’interno di quel fenomeno che è il declino inesorabile della fecondità nel nostro paese: ciò che sta accadendo alle donne italiane, e in fin dei conti anche agli uomini.

Nel 2015 sono nati 485.780 bambini, 17mila in meno rispetto all’anno prima. Ma la cosa più drammatica è che, guardando alle sole donne italiane, più interessate da questo rapido cambiamento rispetto alle straniere, scende ancora il numero di figli per donna in età feconda (solo 1,27), sale l’età in cui si partorisce (32,3 anni), aumentano le donne che diventano mamme dopo i 40 anni (quasi ogni neonato ogni 10 ha una mamma over40) e crolla drammaticamente il numero di primi figli per donna (0,65).

In pratica: meno figli e sempre più donne che non diventano mamme, né ora né mai. Ok, è colpa della crisi, è colpa del lavoro che non c’è, è colpa della difficoltà di conciliazione, è colpa della cultura individualistica, è colpa del governo che lascia impoverire le famiglie con figli. Ok. Ma se fosse anche colpa degli uomini? Il dato sulla fecondità in calo ha un effetto collaterale: trasferisce la responsabilità sulle donne.

Ma se un bambino non nasce è anche perché un uomo non ha voluto diventare padre. Cioè: sempre meno uomini dicono a una donna che sono innamorati di lei, che vorrebbero avere figli con lei, che sono pronti a dare le proprie energie (il sudore e il sangue, cose d’altri tempi) per crescere i figli con lei, che non la lasceranno mai, ma proprio mai, sola, e che sono pronti a vivere tutta la vita con lei, e i figli.

Si chiama famiglia. Sono romantico, lo so. Ma se nascono meno bambini è anche perché ci sono meno uomini.

P.S.

Fortunatamente ci sono anche un sacco di ottimi papà, che desiderano emergere, che chiedono spazio e voce, che non vogliono essere considerati il secondo genitore, reclamano visibilità in famiglia, nella società e in azienda. E’ a loro che si rivolge la campagna di Piano C, spazio di coworking milanese con servizi di conciliazione per mamme e papà, e che invita i padri a venire alla luce, farsi vedere, raccontarsi. L'iniziativa Diamo voce ai papà prevede un sondaggio (qui), una raccolta di testimonianze (#Chisonoipapà) e di immagini (#Cosavoglionoipapà).

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