Papà 24/7

29 Dicembre Dic 2016 2240 29 dicembre 2016

Matto per la Regina. Perché i bambini devono giocare a scacchi

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Avete mai giocato a scacchi? Io sì. Poco, ma ho giocato. E’ entrare in un altro mondo, veramente, tutt’altra cosa rispetto ai videogiochi: perdersi nel tempo e nello spazio senza innervosirsi, lavorare di logica e cervello rilassandosi, poco istinto, calma e sangue freddo, condurre una battaglia in modo pacifico. Non so, i veri scacchisti forse ci rideranno sopra, ma io la vedo così.

Sto insegnando a giocare anche ai miei figli, piano piano. Un paio di anni fa ho anche proposto agli insegnanti delle elementari di introdurre un progetto didattico sugli scacchi: ci sono molte realtà che se ne occupano, con progetti adatti a tutte le età (per informazioni si può chiedere alla Federscacchi). Non c’è stato niente da fare, gli altri genitori non ci credevano molto.

Peccato. Il gioco degli scacchi insegnato ai giovani può fare molto bene nella lotta al bullismo. Si impara l’autocontrollo e il rispetto dell’avversario. Ragazzi con un tipo di problemi possono scoprire risorse inaspettate. Gli scacchi sono utili anche nella promozione di una sana parità di genere. Intanto perché, giocando, le ragazze possono agevolmente battere i maschi. Ma poi pensate bene a cosa sono il Re e la Regina sulla scacchiera.

Il Re è il pezzo più importante, ma si muove goffamente, a piccoli passi, è un essere fragile e pauroso che nelle prime mosse va a farsi proteggere dalla Torre. La Regina, cioè la Donna, va dove vuole e come vuole, si sposta e in lungo e in largo, è il pezzo più importante e quando si muove semina il terrore.

Insegnate ai figli a giocare a scacchi: fa bene. Può aiutarvi un ottimo libro, appena uscito, fatto apposta per le scuole e i bambini dagli 8 ai 13 anni: “Matto per la Regina”, di Adolivio Capece e Alessandra Fraccon (ed. Mimesis/Jouvence e Freemedia).

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