Piano sequenza

8 Marzo Mar 2016 1809 08 marzo 2016

Il nostro primo superhero

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Lo chiamavano Jeeg Robot è una strepitosa opera prima. Prima non solo perché il regista, Gabriele Mainetti, fosse all'esordio nel lungo dietro la macchina da presa, ma perché un action/comic movie dal sapore vagamente pulp in Italia non credo si fosse mai visto. Perché Mainetti non solo ha fatto cadere un supereroe a Tor Bella Monaca -'Un disco volante non può atterrare a Lucca' spiegavano Fruttero e Lucentini, figuriamoci nella periferia romana -, ma ha ridisegnato un genere partendo da una contaminazione vista altrove e riproposta senza copia e incolla. La struttura di base è, inevitabilmente, quella del superhero classico - altrimenti al diavolo riscatti sociali annessi e connessi! -, ma lo svolgimento è pura farina del suo sacco. Un'impresa rischiosa che portava con sé decisamente più rischi che garanzie di successo, per quell'impercettibile linea di demarcazione che lo separava dal demenziale.

Seppur Santamaria risulti più che credibile nella parte, è Marinelli, perfetta personificazione del metodo Stanislavskij, a far lievitare come al solito il contenuto stilistico recitativo, in un ruolo da Joker assetato di condivisione, con il solo difetto di far scemare inevitabilmente il ritmo una volta uscito dall'inquadratura.