Piano sequenza

2 Aprile Apr 2016 1404 02 aprile 2016

Due film (quasi) perfetti

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Voler paragonare Un paese quasi perfetto a Perfetti sconosciuti, lo so, è meschino. Nonostante siano due esempi quasi perfetti, giusto per rimanere in tema, di nuova (?) commedia all'italiana, il paragone regge fino ad un certo punto. Sostanzialmente, per andare subito al sodo, perché Perfetti sconosciuti è davvero un bel film e Un paese quasi perfetto è davvero un brutto, ma proprio brutto, film. Nonostante il genere, infatti, le differenze nella confezione sono rintracciabili fin dal trailer: interni borghesi Genovese, panorami lucani incontaminati Gaudioso. Giustamente, mi direte: gli interni borghesi romani con terrazza vista cupolone hanno stancato tanto quanto gli interminabili spot pubblicitari alla Benvenuti al Sud. Vero.

Come spesso accade, però, le differenze appaiono evidenti più nella sceneggiatura che nel soggetto. Perfetti sconosciuti è originale, ritmico e -attenzione!- divertente, Un paese quasi perfetto è scontato, banale e per giunta nemmeno divertente. I protagonisti sono tanto sfaccettati nel primo, quanto monocorde nel secondo, e nemmeno la presenza del miglior caratterista su piazza, Buccirosso, riesce a risollevare le sorti di un film che vede tra gli altri un Volo fra i meno peggio e una Leone, seppur di divina bellezza, alla prese con un personaggio che pare scritto da un ragazzino delle medie nemmeno fra i primi della classe.

La trama di Perfetti sconosciuti, più o meno, è nota: telefonini sul tavolo, messaggini indesiderati, liti, corna e così via. Meno nota, ma ancor più semplice è quella di Un paese quasi perfetto: un chirurgo plastico si trasferisce al Sud, conosce una bella ragazza, si affeziona alla gente del luogo (ah, come sono ospitali i lucani!) e così via. Il primo finale non lo racconto, il secondo nemmeno ma provate a pensarci un secondino.

'Andate al cinema a vedere questo film, vi farà bene all'anima e vi restituirà buoni sentimenti. In questi tempi così dolorosi e pieni di paura è la cura che serve' ha scritto Sergio Ragone, che leggo spesso e ammiro, sul suo blog a proposito della pellicola girata a Pietramezzana, in provincia di Potenza, questa volta forse ancora inebriato dai fumi dei pop corn o più probabilmente nostalgico alla vista dei suoi panorami. Perché Un paese quasi perfetto non solo non farà bene all'anima, ma farà venire un'orticaria da brividi più che da prurito.

Poi, per carità, i luoghi sono bellissimi.