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5 Novembre Nov 2016 1025 05 novembre 2016

Captain Fantastic, hipster e commovente

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Che l'essere genitori fosse il mestiere più difficile del mondo - e realmente quello più antico del mondo, nonostante la concorrenza - credo l'avessimo capito anche noi che ci limitiamo ad essere figli, ma Captain Fantastic è molto più di un semplice film sull’avventura dell'essere genitori.

Presentato all'ultimo Cannes e recentemente vincitore a Roma del Premio del Pubblico, è un film corale dominato dalla recitazione prepotentemente fisica di un Viggo Mortensen in piena sintonia con il personaggio che regala fronte, barba, occhi, ancor prima che cuore, al personaggio paterno di Ben Cash, in una delle migliori prove della sua carriera. È la storia di una famiglia in completo isolamento dal mondo che festeggia il compleanno di Noam Chomsky al posto del Natale e che la sera, ma solo dopo aver cacciato la cena, sotto le stelle legge Jared Diamond e la storia del capitalismo americano: il tutto meravigliosamente in simbiosi con la natura, almeno fino alla morte della madre quando saranno costretti a fare i conti per la prima volta con il mondo postcapitalista e postognicosa dei grassi che il pollo lo comprano al supermercato.

Anima profondamente indie e colori fiabeschi, per quella che è (anche) una critica, mai implicita, al sistema educativo istituzionale in contrapposizione a un ideale di crescita/sopravvivenza che andrà a scontrarsi però ben presto con il mondo esterno, quello, autodefinitosi, civilizzato, e in parte con una buona dise di ipocrisie. Distribuito da Good Films, sarà in sala dal 7 dicembre.

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