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6 Novembre Nov 2016 1108 06 novembre 2016

Se il documentario batte il film

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Se il libro è meglio del film, allora il documentario è meglio sia del libro sia del film. Nel caso specifico almeno. E il caso specifico in questione è la co-produzione tedesco-italiana di 'Botticelli - Inferno', a cura di TV Plus, Medea Film e Nexo Digital, che uscirà nelle sale italiane il 7-8-9-novembre. Nonostante esca sulla scia dell'Inferno scritto da Dan Brown e tradotto in pellicola da Ron Howard, il film traccia con la maggior competenza possibile ciò che spinse l'artista fiorentino famoso nel mondo per la Nascita di Venere e la Primavera a disegnare in 102 tavole l'inferno dantesco in una Firenze mai come in questi tempi di moda. Si parte dalla Mappa, forse immaginata come frontespizio dell'intera opera in origine, e dalla Biblioteca Vaticana per raggiungere luoghi che mai ci saremmo immaginati per ripercorrere la vita (e i viaggio) di un'opera affascinante ancora oggi avvolta dal mistero e forse nemmeno così conosciuta.

Le tante interviste non fanno perdere ritmo alla narrazione, anzi ne alimentano il climax grazie anche ad una narrazione accattivante lontana dai canoni classici di un certo tipo di documentario televisivo. Riprese e montaggio, supportate dall'aiuto di una città unica al mondo, mantegono alto l'interesse per l'opera e il suo contesto storico e artistico. Godibile fino all'ultimo, non si sbadiglia mai nemmeno rileggendo i passi chiave dell'opera dantesca sullo sfondo della Mappa, è un opera importante per riscoprire un pittore troppo spesso identificato soltanto con la rappresentazione, seppur straordinaria, e la canonizzazione del concetto moderno di bellezza.

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