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12 Dicembre Dic 2016 1622 12 dicembre 2016

Florence, un anno dopo

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Florence Foster Jenkins è stata un'ereditiera straricca e una soprano a dir poco stonata. A poco più di un anno dal Marguerite di Xavier Giannoli, anche Stephen Frears si confronta con la peggior cantante del mondo in un film più sincero ancor prima che decisamente più fedele con la fortuna di poter contare su una Meryl Streep divertita e di conseguenza divertente. Frears, da astuto artigiano delle emozioni, aspetta una vita prima di farci sentire la voce di Florence lavorando su un climax in apparenza scontato che trasforma il puro e semplice divertissement per palati nemmeno troppo fini in un prodotto confezionato con originalità dove la risata ginnica lascia il posto al sorriso appena accennato.

Se tra Catherine Frot e Meryl Streep il confronto non reggerebbe a prescindere, e per amor del cielo mica per demeriti della prima, è tra i non protagonisti e i caratteristi che Frears sovrasta Giannoli grazie alle performance di Hugh Grant e un Simon Helberg che conferma la propria vena comica anche lontano dalle sitcom. Il Florence di Frears è qualcosa in più che un semplice biopic, perché è sotto la scorza di una leggerezza mai nascosta che possiamo andare a ricercare quella chiave di volta tanto desiderata quando si spengono le luci e ci apprestiamo a vivere un'aaltra vventura di cui già conosciamo percorso e conclusione.

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