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4 Gennaio Gen 2017 1621 04 gennaio 2017

Allied e il ritorno al passato di Zemeckis in una Casablanca orfana del Rick's

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Seconda guerra mondiale, Casablanca, la resistenza francese e una storia d'amore, almeno all'inizio, proibita: ricorda qualcosa? Allied - Un'ombra nascosta, dal 12 gennaio in sala, è l'omaggio, nemmeno troppo subliminale, di Robert Zemeckis a un certo tipo di cinema ancor prima che al suo caposaldo. Max Vatan (un Brad Pitt sbarbato e spesso computerizzato), ufficiale dei servizi segreti canadesi, e Marianne Beausejour (Marion Cotillard), agente della resistenza francese unica sopravvissuto alla retata nazista di Dieppe, si innamorano nel corso di una missione segreta al di là le linee nemiche per poi sposarsi, una volta al di qua, almeno fino a quando non verrà alla luce un segreto, o l'ipotesi di un segreto, che potrebbe rimettere tutto in discussione.

Zemeckis fa il Zemeckis con la solita specialità della casa che tanto (mi e ci) piace, ma che qui appare spesso fuori contesto e che altrettanto spesso rischia di scivolare in un manierismo tecnologico del già visto. E che Zemeckis voglia firmare subito la propria tela con un atterraggio in CGI che più falso non si può è la prova evidente di come uno dei più innovativi registi della seconda metà del Novecento ultimamente abbia deciso di annacquare la propria fama senza un motivo apparente. Il tutto confermato da una scena di sesso estremo, per le condizione meteo non per le sconcerie, all'interno di una macchina in pieno deserto durante una fintissima tempesta di sabbia che avrebbe sotterrato un reggimento. E non regge nemmeno il paragone gossipparo con il galeotto Mr. & Mrs. Smith di una decina d'anni fa: meno complicità, meno feeling, meno tutto, il confronto è impari e non sarà certo la cacofonia a spegnere sul nascere le speranze di un Bradion. C'è la nostalgia per un tipo di cinema che fu, ma poco altro: tornare a Casablanca, seppur a colori, è sempre un viaggio indietro nel tempo, ma nulla è rimasto del Rick's, di quei soliti sospetti e di quelle belle amicizie. Ed è un peccato perché la storia regge e la suspense pure.

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