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13 Marzo Mar 2017 1034 13 marzo 2017

Libere, disobbedienti e innamorate a Tel Aviv

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Un'avvocatessa emancipata in cerca del principe azzurro, una dj lesbica in un famiglia tradizionale, una studentessa fragile vittima già scritta di un matrimonio combinato: sono Laila, Salma e Nour, coinquiline nel quartiere yemenita di Tel Aviv. Laila e Salma vivono la propria vita perennemente disobbedienti e quando la loro esistenza (e la loro casa) viene invasa da Nour si trovano costrette a fare i conti con un tradizionalismo che pensavano di poter lasciare beatamente sul pianerottolo. Sono le protagoniste di Libere disobbedienti innamorate - In between, il film opera prima della regista palestinese Maysaloun Hamoud, con Mouna Hawa, Sana Jammelieh e Shaden Kanboura, premiato a Toronto, a San Sebastian e Haifa, sarà nelle sale italiane dal 6 aprile. Che poi quello che fanno tre ragazze arabe in una grande città è quello che farebbe altre ragazze in altre città: vivere. Da palestinesi in terra israeliana, farsi le canne, uscire con uomini sbagliati, ubriacarsi e vomitare in strada, ma sempre con la preoccupazione che un parente, un amico di famiglia, uno qualunque, possa sbucare a tenerti la fronte mentre vomiti e giudicare il tuo stile di vita.

Il tutto in una città viva, lontana dai precetti ortodossi di una Gerusalemme qualsiasi, che esplode di cultura underground e giovani in cerca di emozioni forti, ma comunque sempre al di qua e con la tendenza a lasciare al di là, soprattutto se sei araba, soprattutto se sei donna. La questione femminile in una realtà che di questioni ne vive innumerevoli: l'emancipazione femminile in un popolo che non riesce nemmeno a emancipare sé stesso. In un film però dove la questione palestinese è solo sullo sfondo, per quanto possibile, prendendosi il coraggio di affrontare quella femminile dall'interno di un gruppo etnico, appunto, al di qua e al di là, nella nuova famiglia allargata di Tel Aviv e in quelle tradizionali e tradizionaliste nei territori occupati. Ovunque, con poca fantasia e molto copia-incolla da pressbook, si parla del nuovo Sex and the City in salsa araba: semplificando. Certo, si parla di sesso, si balla, si fuma, ma il contesto è un attimino diverso e i problemi sono reali. Non si scandalizza per scandalizzare, si racconta di una normalità ricercata e vissuta.

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