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19 Marzo Mar 2017 1326 19 marzo 2017

Sconfinamenti: Emma Dante e le sue bestie

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Il corpo, la luce, il movimento. Insomma, la vita. Emma Dante con il suo Bestie di scena porta in scena la potenza della leggerezza e l'imbarazzo della sofferenza nel suo lavoro più radicale. Non c'è un ruolo, una trama, non una parola, non una scena, solo il rumore dei corpi, ammassati o isolati, immobili o in movimento. Dal ruolo dell'attore per andare oltre, chissà dove, ma pur sempre qui e ora. Non un'istallazione, ma uno spettacolo nella sua essenza: tra un spazio e un tempo limitato, un prima e un dopo, tra quinte dove correre e nessuna maschera da indossare.

Non la storia straziante delle sorelle Macaluso o la realtà del suo teatro in-civile, ma la forza d'attrazione di un teatro che non è più finzione e neppure descrizione. Ed ecco che tutto diventa reale, in un post-Eden nero con pochi sprazi di luce a indicarne le vergogne che solo dopo l'espulsione andranno coperte. Lo sguardo, il nostro e il loro, diventa protagonista: disposti davanti a noi come le Macaluso, a guardare e ad assere guardati. Primitivi e fragili, abbandonati e senza possibilità di redenzione: da parte nostra, da parte loro. Stasera al Piccolo l'ultima replica prima di trasferirsi a Lugano, imperdibile.

L'appuntamento per la settimana che inizia domani vede la prima il 23 al MTM Teatro Leonardo del Romeo e Giulietta adattato da Corrado d'Elia e dalla sua compagnia.

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