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9 Settembre Set 2017 1241 09 settembre 2017

Suburbicon, il peggior Clooney

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Solo i Coen possono fare i Coen. (E spesso manco ci riescono.) Non basta prendere una loro sceneggiatura, che se fosse stata scritta decentemente avrebbero usato loro, spruzzarci sopra un po' di retorica e sperare di cavarci fuori qualcosa. Suburbicon di Clooney l'abbiamo già visto, l'America di Suburbicon la conosciamo già, al Clooney politico ci siamo abituati, alle citazioni già citate ormai non sorridiamo nemmeno più: what else? E la chiamano "commedia nera" giusto per i Coen, ma pure il gusto del divertissement il futuro Presidente delle Suburbicon a stelle e striscie ha avuto il sadismo di negarci sull'altare di un perbenismo stavolta manco più accennato. Tutto già visto, già sentito: Clooney col pilota automatico dirige un polpettone politico che fa del buonismo la propria cifra stilistica con una sottotrama inutile da campagna, non solo, elettorale. La questione razziale che oscura il nefasto, la tranquillità di provincia smascherata: poco altro. La sincerità di Good Night, and Good Luck e delle Idi di marzo è un lontano ricordo, che se li riguardi prima di proporci un'altra perla. Oscar Isaac ci prova, salvando almeno la faccia - la sua.

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