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29 Settembre Set 2017 1831 29 settembre 2017

Mother!, il fastidioso e narcisistico ritorno di Aronofsky

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Che Aronofsky volesse fare un film disturbante s'era capito, che ne abbia fatto uno fastidioso s'è capito a Venezia. Che qualcuno gli spieghi la differenza...

Il mappazzone senza senso dell'autore più sopravvalutato di Hollywood poggia le basi sulle spalle, chiamiamole così, di una Jennifer Lawrence sempre più in preoccupante crisi attoriale e su un Javier Bardem spiritato che evidentemente si è fermato alla lettura delle protagoniste dimenticandosi di approfondire la (non)sceneggiatura. Casa isolata in mezzo al nulla, uno scrittore senza idee, una moglie accondiscendente: bussano alla porta, un medico si è perso, in mezzo al nulla; più tardi sbucherà la moglie, dal nulla; e poi i figli, dal nulla. Tanto che dal nulla sembrerebbe uscita anche una sceneggiatura che Bardem avrebbe fatto bene a leggere e Aronofsky a (ri)scrivere e qualcuno a cestinare prima che quello ch'era il più sopravvalutato diventasse anche il più narcisista di Hollywood. Perché alla fine l'intento una volta uscito dalla sala lo capisci, o al massimo te lo spiegano, ma non sarò io spiegartelo - non ne sarei capace, sono uno a cui l'hanno spiegato.

Accolto tra i fischi in sala stampa a Venezia, gli stessi che l'hanno disprezzato oggi giocano a rivalutarlo. Spegnetelo, urlavano. Basta, vi prego, supplicavano. Biblico, dicono. Capolavoro, dicono. Spiegatemelo, vi leggerò. Spiegatemelo ancora, vi leggerò ancora. Farò finta di ascoltarvi, magari ripensando alle spalle della Lawrence.

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