Piano sequenza

5 Ottobre Ott 2017 1716 05 ottobre 2017

120 battiti al minuto, un film necessario

  • ...

Un film necessario. Talmente necessario che la visione di 120 battiti al minuto dovrebbe essere obbligatoria, non vietata, ai minori di 14 anni. L'ultimo ispirato lavoro di Robin Campillo esce oggi nelle sale nostrane tra un misto di (colpevole) indifferenza e il parere entusiastico e quasi unanime della critica europea nonché reduce dal Grand Prix all'ultimo Cannes. "Ho amato quel film dal primo minuto sino all'ultimo" ha detto Almodovar, che in Francia era il presidente di giuria: anche io.

La storia è quella di Act Up e delle sue azioni spettacolari pronte a rompere il muro di silenzio sull'epidemia di AIDS nella Francia dei primi 90s e delle relative storie d'amore tra attivisti non tutti sieropositivi. Qualche collega l'ha definito un "gran bel film gay per la comunità gay": qualunque cosa volesse dire e qualunque cosa significhi, una cazzotta. Quello che la Francia ha proposto alla corsa agli Oscar è un film per tutti, specialmente per gli under 14 e, nemmeno troppo spesso, volutamente didascalico. Nonostante le tentazioni, non ultima quella autobiografica, Campillo tratteggia un percorso militante con attori straordinari che scansano sentieri lacrimevoli già tracciati in partenza con la sincerità di un'interpretazione a proprio agio fra e oltre le righe di una coscienza politica generazionale. Una prova corale d'alto livello supportata da una sceneggiatura dosata con la grazie di un abile artigiano dei sentimenti.

Correlati