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8 Febbraio Feb 2018 1520 08 febbraio 2018

L'attacco al treno di Eastwood tra noia e sciatteria

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Che la realtà sia spesso più retorica della sua rappresentazione ne è l'emblema François Holland (quello vero) e la cerimonia di conferimento della Legion d'Onore ai tre americani (quelli veri, che qui sono anche attori) che sventarono l'attacco terroristico al treno Thalys il 21 agosto 2015. E che Eastwood avesse dei problemi con i finali - nonostante ultimamente faccia fatica anche con inizi e svolgimenti - lo sapevamo ben prima di quest'improbabile Ore 15:17 – Attacco al treno che chiude peggio di come aveva aperto. Perché sulla tomba degli ideali sacrificati per chissà cosa ormai piange solo lui e l'ennesimo elogio della guerra suona anacronistico anche in tempi come questi dove tutto il cinema americano è politica - seppur dall'altra sponda - e con l'altro omino buffetto dal taglio alla McFarland lo scontro sia sempre in procinto di scoppiare. E noi con esso. Perché per un presidente americano che gioca a fare il presidente e un presidente nordcoreano che gioca a voler fare la guerra al presidente che gioca a fare il presidente, ci sono due bambini americani che la guerra la vogliono fare per davvero e pazienza se sarà su un treno ad alta velocità che sfreccia tra Amsterdam e Parigi e non in Vietnam come nel loro amato Full Metal Jacket. Perché poi alla fine l'Afghanistan non era nemmeno così eccitante e il fascino per le olandesi ubriache ridimensionerà quello per fucili, mitragliatrici et similia e un giro in un'Europa da cartolina si rivelerà più interessante di una missione tra la polvere e sotto il caldo torrido. Con un occhio comunque sempre rivolto all'umanità sobria che del patriottismo americano si fa beffe da decenni, Eastwood colleziona il peggior film della carriera che ha almeno il merito di rendere la tappa italica del viaggio di formazione dei futuri eroi meno ridicola del film stesso per quanto (involotariamente) comica. Solo l'amore e la devozione per il mito che fu impedisce di infierire su un lavoro scadente e già scaduto in partenza.

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