Post Politik

25 Settembre Set 2012 1239 25 settembre 2012

Laziogate e l'ultradestra, fra porchetta e spranghe

  • ...

Cenere alle cene, polvere alla Polverini. Crolla il califfato della governatrice del Lazio, dunque, fra festini cafonal, mascherate e sagre della porchetta.
Un clima da basso impero, simile eppure diverso al tramonto di Berlusconi.

Simile, perché anche in quel caso il potere si è consumato fra feste pacchiane e bunga bunga. Diverso, perché alla sfrontata ricchezza altoborghese che officiava i suoi baccanali a Villa Certosa, si è sostituita una ruspante umanità di sagre di paese, profumate cotenne e guanciali di maiale, beverini rossi del Viterbese.
Er batman ciociaro Fiorito è sicuramente molto più folkloristico del batman figlio meneghino su cui è scivolata la Moratti. Ma sono tutte maschere della stessa italica farsa. Manifestazioni della stessa atavica propensione alla commedia dell'arte, alla compromissione, all'avvezzo costume del privilegio del potente.

Eppure, benché non protagonista dello scandalo, la mia attenzione si è soffermata su Chiara Colosimo, la giovane capogruppo del Pdl, anche se per poche ore.

Il suo video, all'opera in una sezione delle giovanili del partito, fra slogan della Guardia di Ferro rumena e celtiche, è l'ulteriore dimostrazione di come il Pdl sia avvelenato da una base fascisteggiante, che poco o nulla dovrebbe avere a che vedere con quel conservatorismo o liberismo al quale, in linea di principio, il maggiore partito del centro-destra italiano si richiama.

Nonostante le buone intenzioni di qualche ideologo e i tanti ex socialisti amici di Silvio e Bettino divenuti parlamentari “azzurri”, il Pdl ha raschiato il fondo dell'ex base di An e, già all'alba di Forza Italia, era riuscito ad attrarre fisiologicamente neofascisti in cerca d'autore.

Ad incominciare dal “laboratorio Roma” di Alemanno, prontamente salutato a braccio teso dai tanti camerati assiepati sul Campidoglio il giorno delle elezioni, e che causarono lo sdegno del sindaco di Parigi, Delanoe.

Alemanno, d'altronde, ha un rapporto viscerale – anche familiare: è sposato con la figlia dello storico leader dell'Msi, Pino Rauti -, con la destra dei puri e duri.

In questi anni, il sindaco è giunto al punto di assumere ex terroristi neri ed esponenti dei Nar, come Massimo Lattarulo, detto provolino, colluso con la Banda della Magliana; ex di Forza Nuova, come Antonio Lucarelli; e perfino l'ultras Stefano Andini, condannato per rissa con spranghe.

Una liason noir che è giunta al punto di premiare anche movimenti extraparlamentari, come Casa Pound. Alemanno ha nominato consulente alle relazioni internazionali Mario Vattani, noto per essere diplomatico di giorno e lead singer di un gruppo “fascio rock” che si esibiva presso il centro sociale dei “fascisti del terzo millennio”, di notte. Il Comune, inoltre, lo scorso gennaio, ha inserito anche lo stabile di via Napoleone III, sede di Casa Pound, nell'ambito della così detta regolarizzazione delle abitazioni abusive.

Ma l'osmosi fra neofascisti e Forza Italia, prima, Pdl, oggi, non è un problema solo romano. Lo stesso Berlusconi si è alleato con la creme della galassia neofascista italiana, come Roberto Fiore, Adriano Tilgher, Luca Romagnoli, e ha candidato orgogliosi veterofascisti come Ciarrapico.

A Milano, Destrafuturo, fra i cui animatori c'è Roberto Jonghi Lavarini, è una componente del Pdl vicina a La Russa e a suo nipote, il consigliere comunale Marco Osnato. Lavarini, per intenderci, ha organizzato a Milano un simposio dell'ultradestra europea, con tanto di lepenisti.
A Torino, consiglieri comunali del Pdl sarebbero stati coinvolti in varie spedizioni punitive.
Una parte degli ex An confluiti nel Pdl, in Campania, sono stati coinvolti sulle indagini sull'eversione nera bombarola e la strage del rapido 904.

Insomma, nel Pdl non c'è traccia di Adam Smith, e troppi cuori battono a estrema destra.
Mi chiedo se non sarebbe il caso che lo stesso Partito popolare europeo prendesse posizione per questo proliferare di balilla camuffati da liberali.



Correlati