Post Politik

20 Novembre Nov 2012 1723 20 novembre 2012

L'insostenibile leggerezza delle tessere

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Guardate questa foto. Fa impallidire. E' la lettera che ha ricevuto Andrea Sarubbi, deputato del Pd, che l'ha prontamente pubblicata su Facebook.


La missiva, inviata ad ogni rappresentante dei cittadini nel nostro Parlamento, promette a coloro i quali siedono attualmente negli scranni delle nostre assemblee una nuova candidatura, magari una nuova rielezione, in una lista “moderata”: un aggettivo per tutte le stagioni.
“Caro deputato- si legge nella email – con la presente ti offriamo UN POSTO [sic] in una costituenda Lista civica. Abbiamo contatti informali in politica e stiamo lavorando per entrare in una credibile alleanza moderata.”

Sarubbi ipotizza che si tratti del tentativo di mettere su una lista civetta in vista delle prossime elezioni: “Spero che sia uno scherzo per vedere quanti parlamentari abboccano, ma temo che sia un tentativo di lista civetta per candidarsi alle elezioni e magari riuscire pure a prendere qualche rimborso elettorale”.

La storia, se fosse vera – cosa probabile, trattandosi dell'email istituzionale della Camera -, ci restituisce l'impietosa fotografia di una classe politica che domina il consenso come un neonotabiliato.

Grillo ed altri tuonano contro i partiti, ma lo sfascio politico in cui ci troviamo è frutto di un sistema partitocratico dove i partiti, in realtà, non esistono più, sono evaporati, ridotti a comitati elettorali, spesso personali. No, non sono i partiti il problema della nostra politica, ma la loro assenza.

Sembriamo assediati dai partiti, che teoricamente decidono dei primari degli ospedali o delle nomine nelle partecipate, ma in realtà del partito non vi resta che il nome, trattandosi di burocrazie sulle quali i neonotabili salgono come se fossero un taxi.

I neonotabili - che hanno un pacchetto di voti non perché incarnino un'idea, una visione di società, ma perché sono riusciti a consolidare un voto clientelare personale mentre i partiti, in tutti questi anni, si liquefacevano – sono in grado di ricattare chiunque: “Garantiscimi questo o quello, oppure i miei voti li porterò ad un altro; la mia elezione comunque è certa”. Suonerà più o meno in questo modo il ricatto che i tanti transfughi saranno pronti a sciorinare a quel partito che dovesse osar porre loro una qualche questione morale.
Non ci sono più tessere o appartenenze, né valori o ideologie.
I neonotabili sono in grado di ricattare e piegare i partiti, oramai ridotti a spettri di se stessi.
Non è la forza dei partiti che produce questo fenomeno, ma la loro debolezza. E, attenzione, ché i movimenti e le associazioni post-partitiche sono ancora strutturalmente più deboli e inclini alla colonizzazione dei neonotabili. Non è un caso che l'email parli di "lista civica". L'estensore della email ha capito che il futuro del neonotabile non è nel partito, ma altrove.

Notate, inoltre, il richiamo al “posto”. Sembra riecheggiare quel linguaggio che Cetto Laqualunque usava con i suoi elettori. Come Cetto prometteva ad un povero Cristo il posto, così c'è un segretario che fa la stessa promessa al neonotabile.
Geniale, infine, nella lettera è il richiamo al moderatismo. Quella marais, quella palude, che, dal Connubio Rattazzi-Cavour al Trasformismo, sembra dominare la nostra vita politica come la maledizione di Tutankhamen.

Aveva ragione il grande politologo Maurice Duverger, quando diceva che il centro, in politica, non esiste: esso è solo la scappatoia di quei poteri che, tagliando le ali dello spettro politico, si mettono insieme per fare affari. Quale approdo migliore che una vaga “area moderata” per quei transfughi pronti a ricattare i partiti con le loro rendite elettorali?

Andrea Sarubbi è un ottimo deputato che utilizza realmente bene Twitter o Facebook per informare i cittadini, ampliare la partecipazione e fare cultura politica. Lui è il futuro, non i neonotabili.

Ma che il futuro sia adesso, per il nostro paese, è tutto da verificare.

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