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1 Febbraio Feb 2013 1617 01 febbraio 2013

Napoli non accetta lezioni da Oddati

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Un Oddati smemorato. Sul blog di Lettera43, Nicola Oddati, ex assessore del Comune di Napoli della giunta Iervolino,  dà del ciarlatano a Luigi de Magistris.

La materia del contendere è l'ultima sortita dell'attuale Sindaco, di cui io sono collaboratore, in merito ad uno stop dei bus di una giornata, indotto da una serrata dei fornitori, che lamentano i ritardi nei pagamenti da parte del Comune. Si è trattato di un infelice episodio, legato all'attuale situazione di predissesto del Comune che, ironia della sorte, è stato letteralmente salvato dall'attuale amministrazione. La situazione dei conti che il Pd ha lasciato in eredità a de Magistris era tale che il Comune sarebbe potuto sprofondare nel dissesto subito, se l'attuale giunta non avesse realizzato un'operazione verità e di parziale messa in sicurezza dei conti. Con ben più gravi e peggiori disservizi ai cittadini.
Si badi che non si tratta di un'opinione politica, ma di un dato di fatto accertato dalla Corte dei Conti. Ma Oddati, evidentemente, ha la memoria corta.
Di fronte alla difesa d'ufficio di de Magistris, affidata a questo video – dove il Sindaco, in estrema sintesi, diceva che i responsabili dell'odierna situazione napoletana fossero gli ex politici del Pd che hanno guidato la città negli ultimi vent'anni -, Oddati attaccava l'ex Pm, sostenendo che era falso e demagogico affibbiare la colpa ai democrat. Il Pd, anzi, secondo Oddati, dovrebbe rivendicare con orgoglio quanto è stato fatto in passato.

L'analisi dell'ex assessore è falsa e pretestuosa e merita, dunque, qualche precisazione. Innanzitutto, il suo attacco non mi stupisce: Oddati rappresenta in pieno quella classe dirigente del Pd napoletana, famosa per aver portato la città nello stato in cui si trovava due anni fa, prima della vittoria di de Magistris a sindaco, con le montagne di monnezza che incorniciavano ogni strada. Una classe dirigente inetta, quando non collusa, di cui il Pd dovrebbe sbarazzarsi definitivamente per poter credibilmente porre nuovamente una berlingueriana questione morale al Paese, di cui si sente il bisogno. La Iervolino e suoi dieci assessori sono, infatti, attualmente indagati.  Ma i vecchi mandarini tentano sempre qualche colpo di coda, magari a mezzo post.
Non voglio tediare i lettori di Lettera43 con uno sgradevole rosario dei pezzi dedicati dalla stampa locale ad Oddati, relativamente agli sprechi e ai buchi di bilancio realizzati là dove l'ex assessore alla Cultura metteva mano: dalla Fondazione forum delle Culture, alla Napoli Servizi, partecipata del Comune di Napoli, dove l'ex capo-staff di Oddati fruiva ed elargiva stipendi da capogiro, mentre un'altra figura di fiducia dell'assessore rivestiva il doppio ruolo di presidente e amministratore delegato, assumendo se stesso, in una farsesca duplicazione da commedia dell'arte, sulla quale accende ora i riflettori la magistratura .
Una storia di clientelismo e malversazione per la quale Oddati, per ora, è stato anche invitato a dedurre presso la Procura della Corte dei Conti.

Evito di dettagliare la copiosa stampa locale che aveva già ampiamente svelato come la Giunta Iervolino praticamente truccasse i bilanci iscrivendo i 'famosi' crediti inesigibili; sorvolo sulle note di colore per le quali, in concomitanza dell'approvazione della delibera di bilancio 918 del 4 giugno 2010, Oddati sbottò con un autorevole «Che saranno mai questi debiti fuori bilancio!?»; o sul suo soprannome di “assessore in tournée”, affibbiatogli con sagacia da qualche polemista, per i suoi viaggi, come “ambasciatore della cultura partenopea”, in Messico, in Spagna e in Cina, mentre la città sprofondava.
Per carità di patria, non approfondisco il dato che egli sia stato fra i candidati delle infami primarie del Pd napoletano che furono commissariate, fra accuse di brogli ed irregolarità, in occasione delle ultime amministrative.

Per capire come sia stato possibile far praticamente fallire il Comune di Napoli, mi basti ricordare ai lettori di Lettera43, che la Giunta Iervolino ebbe l'ardire di assumere intuitu personae, alla carica di Direttore Generale dell'Ente (con uno stipendio di oltre 200 mila euro/l'anno), un politico del Pd che non aveva neanche il titolo di laurea che, per regolamento, era il minimo indispensabile: Luigi Massa.

Di fronte a questi sfracelli, l'attuale Giunta ha messo in parziale sicurezza i conti, richiedendo uno stato di predissesto che, purtroppo, non evita difficoltà, soprattutto relativamente al pagamento dei fornitori.
Leggere di Oddati che bacchetta de Magistris e pungola il Pd è, dunque, puro avanspettacolo. Come collaboratore di de Magistris, ho detto la mia. Mi aspetterei che pure il Pd avesse il coraggio di invitare Oddati ad una riflessione. Magari anche ortografica. Dato che “un po'”, più volte ripetuto nel post di Oddati, si scrive con l'apostrofo e non con l'accento, come ha erroneamente scritto l'ex assessore alla Cultura del Comune. Cultura in cui non rientrava l'ortografia, all'epoca delle deleghe della Iervolino, evidentemente.

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