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5 Marzo Mar 2013 1432 05 marzo 2013

Grillo fra sansepolcrismo e maoismo digitale

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Oggi, Massimo Gramellini chiede le dimissioni di Roberta Lombardi, neo capogruppo del M5S alla Camera, per una inveterata uscita sul fascismo, che già spacca la rete.


C'è chi grida al disvelamento fascista di Grillo, come hanno precedentemente sostenuto Vendola e Scalfari; altri ribattono che si tratta di strumentalizzazioni e furore censorio fuori luogo, da parte di un paese che ha tollerato di peggio.



La risposta della grillina, a mio modesto parere, non fa altro che confermare l'humus fascisteggiante di una parte del movimento. Roberta Lombardi propone una serie ridicola di precisazioni storico-filologiche imbarazzanti, che aggravano la sua posizione.

La risposta della Lombardi, però, non è casuale ma nasce da un clima culturale, diffuso da Grillo, ma preesistente all'intero Movimento. Intendiamoci: non penso che Grillo o i grillini siano dei veri e propri fascisti. Ciò non ostante, si muovono in una temperie culturale eversiva che definirei, in omaggio a Jaron Lanier, che per prima ci ha ammoniti sui rischi totalitari della Rete, “maoismo digitale”.

La presenza di tanti delusi di sinistra nel M5S non fa altro che rafforzare questa mia convinzione, dato che anche il fascismo raccolse consensi fra ex socialisti e comunisti, ed è storicamente assodato che l'estrema destra fascista nacque come una costola della sinistra radicale francese, all'epoca della Terza Repubblica, che si ibridizzava con il nazionalismo.

Com'è nelle più trite ed ignoranti teorie revisioniste, Roberta Lombardi propone una lettura storica falsa ed errata, molto diffusa in Italia e propria anche di Berlusconi, che distingue un primo Mussolini “buono” e socialista, quello sansepolcrista, da un secondo, “cattivo”, che sarà tale per contagio esogeno, quando il Duce si alleerà con Hitler.

Il fascismo, invece, non è un veleno inoculato dalla Germania. Esso è strutturalmente pessimo, e la sua funzione sociale era ed è antiprogressiva e reazionaria. Altro che rivoluzioni! Altro che spallata ai poteri forti!
Come Mussolini si scagliava contro la 'plutocrazia', ma in pratica ne era espressione, così l'attacco all'Euro da parte di Grillo potrebbe essere funzionale alla svendita del nostro paese a quel capitale che ci acquisterebbe se tornassimo ad una lira debolissima.

Piero Orsatti, su Micromega, cercò di dimostrare l'appartenenza di Casaleggio proprio a quel “Washington consensus” a cui il M5S si contrapporrebbe in teoria. Non voglio indulgere nel cospirazionismo, e sono sicuro che la battaglia di Grillo e del suo movimento contro la partitocrazia è sincera. Ma il dato è che a furia di dare spallate ai partiti, potrebbero cadere tutte le istituzioni liberali. Istituzioni che non saranno il massimo, ma rappresentano pur sempre il sistema più democratico che in duemila anni di Storia siamo riusciti a costruire.
La funzione storica del M5S potrebbe quindi essere l'abbattimento delle istituzioni democratiche, non semplicemente dei partiti. Per imporre alla politica il compito non di mediare interessi ed opinioni ma di determinare unilateralmente la verità, come scaturita dal cervello collettivo della Rete. Cosa, fra l'altro, detta chiaramente da Casaleggio nel video "Gaia: The future of politics".

Le pessime idee della Lombardi sono, dunque, espressione dell'ideologia grillina di essere anti-ideologici, e né di destra, né di sinistra. Anche qui, le analogie sono imbarazzanti. Denis Mack-Smith, il più autorevole storico del fascismo, definiva il movimento di Mussolini come “ideologia senza ideologie”, mentre il motto “ né di destra, né di sinistra”, abusato dal comico genovese, si deve al collaborazionista e fondatore del partito fascista francese Ppf, Jacques Doriot, che proveniva dalle fila del partito comunista.

Sono convinto che i grillini possano essere una risorsa per il nostro Paese, ma è bene aver chiare le premesse da cui nascono. Da questo punto di vista, mi va bene anche che la Lombardi resti capogruppo: sarà un modo per dimostrare incontrovertibilmente che il Movimento, al di là del contributo ottimo che magari potrà dare all'Italia, è espressione di un maoismo digitale che, se non governato, potrà essere molto pericoloso.

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