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19 Settembre Set 2013 1250 19 settembre 2013

Berlusconi lo straitaliano

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Berlusconi lo “straitaliano”. Una sorta di morettiano Alberto Sordi all’ennesima potenza.

"Lo straitaliano starà sempre con voi, non vi lascerà mai", sembra ripetere paternalisticamente il Cav nel suo video messaggio. "Non vi lascerà mai, perché lo straitaliano è in voi".


"Berlusconi sei tu. Tartassato da Equitalia, dal canone, dalle multe, dai giudici per qualche piccola frode, per qualche abuso"
Abusi di necessità, d'altronde: così si dice in Italia.
La regole non sono la regola: ma le sanatorie, i condoni, lo sono.

Nel suo videomessaggio, Berlusconi ha fatto ricorso a tutto il suo repertorio, a un vero e proprio paradigma che, negli ultimi vent’anni, ha costruito diligentemente. E che aveva irradiato già prima nell’etere, nelle vesti di imprenditore del Quarto potere.

Di fronte al cerchio che gli si stringe attorno, c’è chi pensa che il Cav stia uscendo fuori scena, condannato a una debole politica; fuori dal parlamento, nel nobile ruolo di Silvio Pellico. Macché. La strategia è quella di rafforzare ancora di più l’identificazione fra lui e quel quintessenziale italiano medio a cui si è sempre richiamato: guascone, burlone, simpatico ma poco avvezzo al rispetto delle norme civiche.
Oggi, Berlusconi è ancora più sovrapponibile a questo “strapaese” che è stato mobilitato negli ultimi vent’anni. Offrendo a questi italiani una rappresentazione simbolica, più che una rappresentanza politica. Offrendo agibilità e dignità a un popolo piccolo borghese che era schiacciato dallo snob radicalismo di sinistra e che, grazie a Silvio, ha potuto conquistare una nuova centralità antropologica, trasformando lo spazio pubblico in un festino cafonal.

Oggi Berlusconi è come quegli italiani disperati perchè tartassati dalle cartelle pazze, colpiti da giudici moralisti perchè sono stati sorpresi a tenere lavoratori a nero o a commettere quei piccoli reati che reati non sono, ma gli espedienti tipici del genio italico e dell’arte del sapersela cavare.

I problemi giudiziari e anche politici di Berlusconi non stemperano quella narrazione fatta di “partito dell’amore contro partito dell’odio”, ma la rafforzano.
Quest’italiano medio, guardando a sinistra, non potrà che trovare conferma ai propri pregiudizi circa la pelosa ipocrisia degli intellettuali e il suo doppiomoralismo:

“Se lo considerate un delinquente, perché governate con lui?”, ha chiosato Barbara Berlusconi.
Più che pensare a rubare gli elettori di Berlusconi, la sinistra dovrebbe pensare ai propri delusi che si annidano nelle fila dell’astensionismo.

Berlusconi ha tutto il tempo, ora, di rigenerarsi politicamente, portare avanti un governo fantoccio, per farlo cadere al primo momento utile e per scoccare il suo attacco elettorale.
Portare avanti “per responsabilità” questo governo è un suicidio politico. Ben prima delle elezioni, avevo analizzato quest’etica istituzionale della responsabilità da parte del Pd, a cui Berlusconi ha da sempre contrapposto una sua etica anti-istituzionale da Caimano.
La responsabilità, in un paese berlusconizzato, perde sempre.
E perseverare è diabolico.

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