Pugni choosy

12 Novembre Nov 2012 1630 12 novembre 2012

La terza via alla gioventù

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La sfida di tutti i giorni è scrivere "giovani" su Google News e guardare i risultati della ricerca, senza poi mandare il mondo intero a quel bel paese.

Oggi l'ho fatto e ho selezionato un po' di titoli. Il regista Virzì cerca giovani lumbard tra i 16 e i 20 anni come comparse, mentre Giorgio Napolitano chiede "lavoro per i giovani" (che quella di Virzì sia una risposta?). Leggo ancora che, dati alla mano, i giovani sognano un posto meno fisso e di poter "fare impresa", e che la provincia di Trento sta lanciando il progetto "103 startup" dedicato ai giovani che ambiscono a fare proprio gli imprenditori.

Poi c'è la doccia di realtà: il tedesco Die Welt ci ricorda che in realtà di giovani che lavorano, in Italia, ce ne sono sempre e stanno aumentanDo. Che non è questione di fare impresa, avere posti fissi o meno o decidere che ci devono essere. Che non è neppure questione di studiare di più e meglio: qui e ora il lavoro banalmente non c'è.

Ho 25 anni. Faccio il giornalista e sono giovane. Come mai? Anagraficamente, e poi perché così sono definito. Giovane è l'under 25 quando si parla di statistiche. Giovane è uno che ha passato i 40 quando però si parla di politica o di classe dirigente.

Il giovane non si sa bene chi è. Si parla tanto dei Neet, giovani che non studiano e non lavorano. Penso che più che pigri, choosy, mammoni o sedentari, sono semplicemente disorientati e scoraggiati. Quale sarebbe l'incentivo a darsi una mossa? Neet o non Neet, meglio a casa con la paghetta, la playstation e la pasta di mammà, che in un bugigattolo pagando un affitto da reggia (tipicamente in nero) e facendo il barista. Il giovane non si sa bene chi è anche perché un conto è dire "largo ai giovani", un altro è dargli davvero spazio.

Questa è la piccola sfida di questo blog: aprire i giornali, girare per internet, e cercare il termine "giovane" e tutti i suoi sinonimi, per capire che cosa è un giovane oggi. Non tanto per trovare una definizione, quanto per capire in tempo quale futuro sta preparando un mondo che, in un modo o nell'altro, impedisce di diventare grandi.

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