Pugni choosy

14 Novembre Nov 2012 1434 14 novembre 2012

Giovani e centrosinistra: i voti dei Fantastici 5

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I giovani e il lavoro: Cosa dire a un giovane in cerca di occupazione.

Ebbene sì, i candidati alle primarie del centrosinistra si sono dovuti confrontare anche su questo. Uno spettacolo interessante perché, in un mondo dominato dalla demagogia, dare una risposta non demagogica a uno dei temi più violentati dalla propaganda è un atto di coraggio. Ho deciso di dare un voto ai Magnifici 5, anche per capire quanto il tema sia affrontato all'interno del centrosinistra.

Partenza fuori tema per Nichi Vendola, che apre con "l'immagine del fango in cui sprofonda l'Italia, un paese in cui l'arrivo delle nuvole è annunciato dalla Protezione Civile e non dal meteo". Poi fa una serie di giri di parole per arrivare a dire che anche la scuola è degradata e allora a un giovane "cosa vuole che gli dica? Di ribellarsi a tutto, alla scuola e al mercato del lavoro". "La precarietà è il buco nero in cui è precipitata questa generazione" è la tesi del buon Vendola - a cui vorrei dire che la precarietà riguarda tutti, mica solo i giovani - che chiude invitando i giovani a vedere quanto sono stati bravi in Puglia.

Nichi Vendola: evasivo, retorico e autoreferenziale. Voto: 4

Più pragmatico Bersani che annuncia più soldi per il sostegno all'istruzione, anche se sinceramente non è solo di sostegno che c'è bisogno ma anche di una revisione dell'istruzione in generale. Però mi è piaciuto quando ha chiesto "2 o 3 anni" per avere dei risultati e poi ha fatto notare che meritocrazia è un concetto spesso svuotato di significato. Bene anche nel promettere di mettere in condizioni le aziende di assumere a tempo indeterminato giovani e donne.

Pierluigi Bersani: pragmatico ma un po' frenato. Voto: 6/7

non ha voluto fare promesse ma "ragionamenti convincenti", però poi ha detto che la popolazione mondiale è aumentata e in Africa ci sono i poveri. Ok, ma sei un po' fuori tema, non farti influenzare da Vendola. Ha ragione nel dire che "il lavoro non si crea per decreto", ma non è proprio vero il problema sono solo lo spread, il costo dell'energia, la burocrazia che frena la produttività.

Bruno Tabacci: autorevole ma inconcludente. Voto: 5/6

La Puppato si rivolge polemicamente agli "schizzinosi di oggi" e fa notare come i dati smentiscano la Fornero e Brunetta (?) sui bamboccioni. Dice una verità: con pochi soldi di stipendio, al lavoro e ai progetti non pensi (o se lo fai ti deprimi..). Poi cita la Commissione Europea per l'Innovazione, e dice che se il 3% del Pil andasse in ricerca, in Italia si creerebbero 400mila posti di lavoro. Quindi all'improvviso ecco una proposta che ha un ché di programmatico: "Dal punto di vista lavorativo dobbiamo concedere alle aziende un contratto di lavoro a tutele progressive che favorisca quelle che assumono under 35 e donne". Per fortuna si è trattenuta nel parlare di quanto è stata brava da sindaco nel dare le case ai giovani.

Laura Puppato: unico tema su cui l'ho vista forte e preparata, con in tasca una proposta di costrutto e finalmente politica, non retorica. Voto: 7

si butta sulla peggio retorica "Art.1 della Costituzione: L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. E in realtà è fondata sulla rendita". Ok, bravo, ma Grillo poi ti chiede le royalties. Più seriamente il sindaco di Firenze fa notare che anche a 50 anni se si viene licenziati si può essere troppo giovani per andare in pensione e troppo vecchi per approfondire la propria formazione professionale. Non è solo un problema semantico, e rendo atto a Renzi di averlo ricordato con grande efficacia. "Non c'è una promessa, c'è un invito a giocarsela in un paese che cambiamo": anche Renzi non ha un programma preciso e risfodera la tiritera della burocrazia pesante, della giustizia civile lenta e costosa, del lavoro femminile. Ora sappiamo di cosa aveva parlato con Berlusconi ad Arcore. Da bravo ricorda che di bamboccioni parlò Padoa Schioppa (altro che Brunetta), e promette che il suo sarà un paese dove si potrà trovare lavoro se "conosci qualcuno, non se conosci qualcosa".

Matteo Renzi: retorico ma attento alla realtà, ha la visione ma non ha idee. Voto: 6/7

In complesso al centrosinistra com'è andata? C'è la sufficienza, ma manca quel quid, il salto di qualità. Sanno che i giovani (qualsiasi cosa siano) non sono il problema, e che spesso gli vengono tolte le condizioni per essere qualcosa di diverso da dei bamboccioni. La questione non è la meritocrazia, ma voler riconoscere le capacità al di là dei dogma del nostro assurdo mercato del lavoro. Solo la Puppato si è accorta che va messa un'asticella per dire chi è giovane: 30 anni, dice lei. Un concetto che gli altri 4 dovrebbero fare proprio, per fare almeno un po' di chiarezza.

Centrosinistra: cosciente del problema, ma timido. Eppure basterebbe quel quid.. Voto: 6

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