Pugni choosy

20 Gennaio Gen 2013 2356 20 gennaio 2013

Il risveglio del Mario e del Pigi

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È da un po' che questo blog non viene aggiornato, e la ragione è che ha avuto la sfortuna di nascere a ridosso del periodo di stasi della campagna elettorale. In realtà il mio buon proposito era di aspettare che la campagna elettorale partorisse buoni spunti, idee su cui riflettere, proposte da respingere e simili. Se tra il 5 dicembre e il 20 gennaio, non ne ho avuto modo, credo sia il caso di interrogarsi su a chi e perché è indirizzata la campagna elettorale.

Insomma non c'è da stupirsi se, leggendo i sondaggi, la c.d. area di non voto si colloca in larga parte fra chi è più giovane: quando si è di fatto esclusi dalla discussione, non c'è nessuna ragione di parteggiare. Imu: quanti italiani fra i 18 e i 30 anni posseggono beni immobili? Una percentuale risibile. Dato che di Imu si parla, in sostanza, è normale che fra i 18 e i 30 anni ci si disinteressi: si aspetta piuttosto che arrivi il momento giusto, o la proposta, o l'idea, o almeno un segnale su chi non votare, piuttosto che su chi votare.

Se oggi metto mano alla mia tastiera, è perché finalmente qualcuno ha parlato. Mario Monti, che piaccia o no mi sembra uno che non si fa troppi problemi a infilare le sue dita nelle piaghe di questo paese. Il professore ha detto che vuole modificare la Riforma Fornero e varare un nuovo mercato del lavoro "più flessibile, meno costoso e con maggiori tutele in caso di licenziamento". Non solo, leggo che nella proposta contenuta nel programma del premier uscente si prevede un "Fondo opportunità per i giovani", che al di là del ben nome è una sorta di maxi borsa di studio per la formazione anche professionale.

Un primo punto a favore di Monti: parla anche di formazione professionale. Fra i casini da affrontare per chi diventa grande oggi, c'è anche quello che la laurea vale molto meno di quanto si dica. Se togliamo certi corsi di studio obbligati (medicina, giurisprudenza, veterinaria, alcune ingegnerie etc etc), per il resto gli ultimi anni sono stati la prova che l'equivalenza laurea=lavoro ben retribuito, era una sonora balla. Ridare valore alle altre vie per la formazione mi sembra positivo. E aggiungo: un paese pieno di dirigenti e colletti bianchi, senza tornitori non va da nessuna parte.

Per il resto, parlare di una riforma del contratto di lavoro è bello ma, quanto è realistico? Oggi ogni categoria ha il suo contratto nazionale, con paletti e guarentigie, per non parlare dei contratti pubblici, garantiti oltre ogni limite (a spese dei contribuenti). A questo vanno aggiunte le "innovazioni" sorte dal 1985, quando nacque il CoCoCo. Contratti di collaborazione in cui in sostanza il lavoratore ha rinunciato ai diritti sindacali, per avere ancora il posto. Se il presidente Monti sarà in grado di piallare tutto ciò e di realizzare qualcosa di nuovo, e magari di più equo, che insomma non spacchi in due la platea dei lavoratori, tanto di cappello.

Ma dice bene Bersani, che svegliato finalmente sul tema (oltre il classico "per noi il lavoro è cruciale"), è entrato nel merito spiegando che "Qualcosa da correggere c’è, abbiamo fatto in modo che il lavoro precario costasse di più ma non che il lavoro stabile costasse meno". Ecco, finalmente il segretario Pd ha fatto un passo avanti. Atteso, anelato da chi pensa di votare Pd. Ora si spera che entri di più nel merito. Che anche lui proponga, e dica una volta per tutte se vuole un Pd attaccato a formule antistoriche del tutti assunti indeterminati, oppure se ha intenzione di lavorare a una riforma e in che modo, anche sposando la linea Monti se ritiene.

Stendo un velo pietoso sugli altri candidati e sulle altre formazioni, che mi sembrano decisamente annaspanti in merito ai temi di più stretta attualità, come ad esempio la vita del popolo italiano. Spero di poter presto tornare a scrivere, insomma che non ci vogliano due mesi prima di avere qualche spunto degno.

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