Pugni choosy

2 Aprile Apr 2013 2136 02 aprile 2013

Piccola fuga in avanti

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Dunque, il 64% di noi è pronto ad andare via da questo paese. Noi abbiamo tra i 18 e i 35 anni, e siamo i giovani d'Italia. Giovani perché siamo ancora "non autonomi" e attaccati a doppio filo alla porta di casa. Poco conta che i nostri genitori alla nostra nascita avessero ben meno di 35 anni e una carriera avviata.

Fatto sta che il 64% di noi se ne vuole andare, e il 57% boccia la riforma Fornero. Ammetto di aver riposto per un po' delle speranze nella riforma Fornero, e ammetto di sperarci ancora: perché se venisse applicata secondo la logica con cui è stata pensata, sarebbe davvero una possibilità. Ma non ce n'è: anche chi si ammanta, nel mondo della politica, dell'usatissimo velo del 'nuovo che avanza', finisce sempre a parlare di misure a favore delle Pmi.

Quindi, si vuole andar via. Ma mica troppo lontano: Francia, Inghilterra o Svizzera. I paesi del vorrei ma (da me) non posso, al netto della Germania che non va più di moda da che ci si è accorti che il suo spocchioso post-imperialismo è una palla al piede. Si vuole andar via per poi tornare, magari quando non sarà più necessario dover scendere a compromessi, per dire, fra non lavorare e avere un contratto che non tutela, o fra non lavorare ed essere sottopagati.

Tornare quando i contratti saranno contratti, le buste paga saranno buste paga e il lavoro sarà, in definitiva, puro e semplice lavoro ben retribuito. Un dato importante, ma il 36% di quelli che desiderano rimanere, che fine faranno? E chi li ripagherà del loro sforzo di tenersi attaccati a un Paese che non sa ripagare degnamente i suoi figli? Voglio dire, ho 25 anni e so che esistono tre tipi di 'cervelli in fuga': quelli che vanno in Erasmus, e poi si fermano nell'Università dove si piazzano; quelli che che si fanno pagare la fuga da mammà e quelli che vanno a svernare altrove, piuttosto che farlo in Italia (così, intanto, almeno si fa esperienza).

Ecco: quando questi tre allegri giovanotti torneranno, al quarto cosa diranno? Che è stato fesso o che è stato necessario? Insomma, se nessuno rimane, a un certo punto anche il lavoro si sposta, se un paese si spopola viene meno anche la sussistenza. Quindi qualcuno deve rimanere. Bene: a che prezzo? Io questa domanda me la pongo, spesso. Perché mi piacerebbe andare all'estero, ma vorrei anche non dover accompagnare al campo santo la bara del paese che mi ha messo al mondo.

[Con una dedica speciale a Enzo Jannacci, che è la voce della mia Milano e non me lo scordo più]

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