Pugni choosy

15 Febbraio Feb 2014 1235 15 febbraio 2014

Caro John Elkann ti scrivo

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John Elkann.

Carissimo John Elkann, esci da Versailles prima che la folla venga a prenderti. E ricordati che il passo dal Palazzo delle Tuileries alla ghigliottina è molto, molto breve. Luigi XVI, che ne sapeva un po' più di te, non arrivò a capire per tempo il potere che la spocchia ha sulle persone. E in fin dei conti lui e Maria Antonietta morirono per questo.

Non ti chiedo commiserazione, ma realismo. Tu, caro mio, sei nipote di uno dei più grandi industriali della storia d'Italia, nel bene e nel male. Il nonno ha fatto cose giuste e sbagliate, e quando se n'è andato pensava che la 'sua' Fiat lo avrebbe seguito ben presto nel Walalla del capitalismo. Così non è stato, grazie a un certo Marchionne.

Non grazie a te. Il nuovo Re Sole cresciuto senza un Mazzarino, il fratello dell'impresentabile presenzialista Lapo, quello che senza infamia e senza lode ha ereditato un piccolo gigante in declino e ora ha in mano un colosso in crescita senza aver mosso un dito. E la fuga dall'Italia. Io non casco nella cretinata della sede fiscale, e so che tutta la manovra serve solo a imporre, di fatto, al nostro Paese di avere una normativa più favorevole alla tua situazione.

Come se di piaceri non ne avessi già avuti. Godi di un diritto societario fra i più arretrati al mondo, che ti permette senza impegno di possedere la Fiat (e Chrysler) avendone una fetta irrilevante. E poi sei calato da Dio, non hai dovuto guadagnarti nulla. Non hai dovuto sognare di essere dove sei: il destino ti ha portato comodamente cullato alla poltrona più in alto. E tu ora vuoi di più. Che la festa continui, che Versailles sia sempre lucente e i bicchieri sempre pieni.

Non fai i conti con la realtà. E così ti ritrovi a parlare a sproposito di argomenti su cui dovresti tacere, per buon senso. Senza aver neppure la classe di chi parlava di bambaccioni e choosy, cercando almeno di stimolare una reazione. No. Tu hai marchiato a fuoco una generazione.

Il lavoro c'è ma i giovani non sono così determinati a cercarlo. [...] Se guardo a molte iniziative che ci sono, non vedo in loro la voglia di cogliere queste opportunità perché da un lato non c'è una situazione di bisogno oppure non c'è l'ambizione a fare certe cose. (John Elkann, Sondrio, 15 febbraio 2014)

Sappi che ti avevamo perdonato quasi tutto. L'indecorosa negazione del tuo essere italiano, sempre pronto a sbandierare un passaporto svizzero. La chiusura, a Termini Imerese, di una fabbrica costruita con i soldi dello Stato Italiano, e non di Fiat. I contratti capestro. I modelli di merda. Lo schifo di RCS e le ingerenze sul Corriere della Sera.

Ma questo no. Non puoi permetterti un giudizio simile.

Il logo della Fiat

Solo una caduta di stile? Probabilmente sì. Ma si ricordi, signorino, che anche Maria Antonietta andò al patibolo per una battuta sulle brioches e il popolo che ha fame. E nel suo caso non era neppure stata pronunciata. Questa volta invece i testimoni ci sono, ma tu, un Luigi XVI che si crede il Re Sole, sei troppo occupato a rimirarti allo specchio per accorgerti di ciò che ha detto.

Peggio per te. Viva il Re!

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