Quarto tempo

22 Febbraio Feb 2013 0819 22 febbraio 2013

L'X-FACTOR DI JACQUES BRUNEL

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Sostiene Brunel che “quello tra vino e rugby è un rapporto molto stretto: quando lavori la terra fai molto il lavoro di squadra. In più, in campagna, devi avere pazienza perché prima di avere un raccolto passano 5 anni”. 

Jacques è figlio di viticoltori e sa bene quello che dice. Adesso non producono più vino, “ma sto cercando di ricomprare quelli che furono i nostri vigneti”, ammette. “Anche se poi”, confessa, “da un mese ho messo il mio vino in barrique e adesso devo aspettare un anno”.

Incontriamo cosi’ Jacques Brunel, per parlare di vino e rugby alla vigilia del terzo incontro del 6 Nations 2013, il torneo per eccellenza del rugby internazionale: quello con la nazionale gallese. Che l’anno scorso ha vinto il torneo, ma quest’anno non è la favorita.

Rosso e potente. Vigneti del Minervois, sud-est francese tra Narbonne, Montpellier e Toulouse. Terra ricca di sapori, odori e vini. La miscela di Brunel è Cabernet Sauvignon piu' Syrah: sublime equilibrio tra finezza, eleganza, rigore ed energia.

Sembra la formula per una squadra vincente. “Dobbiamo crescere ancora, siamo lontani da quello che potremmo fare e ci vorrà tempo”, precisa. “Quanto, dipenderà solo da noi. Possiamo andare veloci, oppure no. Abbiamo fatto due piani sopra di noi riuscendoci. E poi uno meno, spaventandoci. Ma non dobbiamo avere paura di fare un piano di meno per salire un piano più in alto”.

Gioca all’attacco, Jacques Brunel, che dagli spalti viene giù il mondo quando un azzurro vola in meta. Domani l’Italia sfiderà il Galles. Chissà se la storia si ripeterà anche questa volta, come per la Francia. Io ho preso il solito biglietto in curva: questione di scaramanzia.

E, a proposito di scaramanzie, Martin Castrogiovanni sabato giocherà da capitano. Un ruolo che aveva già ricoperto durante il tour estivo in America vincendo due match su due contro Canada e Stati Uniti. In conferenza stampa Jacques ha sorriso: "Martin ha fatto molto bene in questo ruolo la scorsa estate, non c'era necessità di cambiare. Se mantiene la sua imbattibilità come capitano sino alla fine del Sei Nazioni siamo a posto: vinciamo il torneo".

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